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Sito nucleare nel Municipio Roma XX ?

Nucleare nel XX Municipio RomaLe agenzie prontamente hanno pubblicato la notizia, ripresa con commenti entusiastici dal solito consigliere municipale di maggioranza.

“Nella seduta odierna, la commissione Bilancio, preso atto del contributo economico fornito dal Cipe al Comune di Roma per il sito nucleare del Centro ricerche della Casaccia, ha ritenuto di dover fornire indirizzo al dipartimento interessato affinché  almeno il 50 per cento di questi fondi vengano destinati al XX municipio”. Lo ha affermato Federico Guidi (Pdl), presidente della commissione Bilancio del Comune di Roma.

“Su quel territorio presso Osteria Nuova ha sede il Centro Enea – ha spiegato Guidi – e questo contributo economico, che ammonta a 2 milioni 477 mila e 500 euro, iscritto nel bilancio 2008 e relativo al triennio 2004 – 2006, viene infatti rilasciato come ristoro delle eventuali negatività che territorio e cittadini di un Comune potrebbero riscontrare in seguito ad una attività inerente il settore del nucleare”.

“Giusto – ha concluso – riservare almeno il 50 per cento di queste risorse al XX Municipio, che le impiegherà per le aree di Osteria Nuova e di Cesano, confermando così  la ‘ratio’ della normativa che risarcisce i comuni per l’attività nucleare svolta sul proprio territorio”.

Leggo in altra parte che l’ultimo incidente grave accaduto in tema nucleare in Italia risale a 3 anni fa, proprio all’impianto al plutonio della centrale nucleare “ex Enea” alla Casaccia.

Come abitante del Municipio sono preoccupato di un simile commento del consigliere Guidi. Si danno soldi al municipio “come ristoro delle eventuali negatività che territorio e cittadini di un Comune potrebbero riscontrare in seguito ad una attività inerente il settore del nucleare”.  Quali possono essere tali negatività ? Un aumento di malattie cancerogene? Abbastanza diffuse in zone dove la radioattività è concentrata. Un incidente nel sito? Dio ce ne scampi. Nessun denaro ripaga ciò.

Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì a costruire un altro modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.

Esperti ambientalisti ci dicono che il nucleare è la fonte energetica più costosa, come confermano tutti gli studi internazionali in materia: lo “scenario nucleare” è una prospettiva che l’Italia, in piena crisi economica, non può verosimilmente permettersi.

Il problema più serio da affrontare quando si parla della costruzione di centrali nucleari, inoltre, rimane quello delle scorie radioattive che a tutt’oggi nessuno è in grado di smaltire senza creare gravi danni ambientali.

Contaminare ulteriormente un territorio, già seriamente compromesso dall’inquinamento che ogni giorno produciamo, sarebbe una scelta gravissima e pericolosa per la salute di tutti. Resta anche da affrontare la questione legata alla sicurezza degli impianti e, se consideriamo le condizioni in il nostro Paese si trova per quanto riguarda le discariche ed i rifiuti, si comprendono le perplessità dei cittadini

Vincenzo Pira

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10 COMMENTI

  1. l centro di Roma è a soli 20 chilometri. E intorno all’area dell’Enea sono ormai sorte borgate con 30 mila persone. Eppure è lì che parte dell’eredità nucleare italiana dorme sonni lunghi e tormentati: oltre 4.500 metri cubi di scorie, frutto degli esperimenti dell’atomica tricolore e delle terapie del sistema sanitario, chiusi in depositi che registrano più di una crepa. L’ultimo allarme è scattato a ottobre: un banale malfunzionamento del sistema di sicurezza ha fatto sfiorare la minaccia radioattiva. Altri pericoli si corrono ogni giorno nelle vecchie centrali del Garigliano o di Latina, nei depositi di Saluggia o Rotondella: lì dove l’Italia ha cercato di nascondere i suoi 25 mila metri cubi di rifiuti ricevuti in testamento dalla politica nucleare degli anni Sessanta e Settanta. Finora sono stati spesi oltre 15 mila miliardi di vecchie lire per fermare le centrali, poi dal 1999 a oggi è stato messo sul tavolo un miliardo di euro per bonificare i residui. Ma la sicurezza è lontana. E per fare pulizia si stima che ci vorranno altri 4.300 milioni di euro. Quando sarà possibile dichiararci ‘No nuke’ una volta per tutte? Non prima del 2024. Fino ad allora il pericolo resterà alle porte di casa.
    Come al Centro ricerche Casaccia dell’Enea, XX municipio di Roma. Qui, nel punto più delicato del complesso, nei locali dove sono custodite apparecchiature contaminate, rifiuti nucleari e importanti quantitativi di uranio e plutonio, da mesi è fuori uso l’impianto antincendio. Il 30 ottobre proprio a causa del malfunzionamento dell’apparato, una quarantina di bombole hanno scaricato anidride carbonica dentro l’impianto Plutonio: un getto simultaneo che ha provocato un enorme aumento di pressione. Sono saltate un paio di porte di sicurezza, ma poteva andare molto peggio se uno delle decine di contenitori di materiali radioattivi avesse registrato una perdita. Si tratta di plutonio: un’emissione all’esterno avrebbe fatto scattare l’emergenza anche per la popolazione circostante. Per evitare che un incidente simile si ripeta, l’impianto antincendio è stato bloccato. Era sovradimensionato: per spegnere le fiamme rischiava di fare esplodere il palazzo.

  2. in questo paese si finirà mai di scoprire …non saprei come definire…..l’esistenza di situazioni irregolari,illegali,rischiose,dannose,disoneste…etc.
    possibile che non se ne riesca a chirirne risolvere una ?
    scusate lo sfogo …domenicale

  3. faccio parte del gruppo FACEBOOK http://www.facebook.com/home.php?filter=app_2318966938#/group.php?gid=53738152979&ref=mf Centrale nucleare ad Arcore. ma forse non tutti sanno che oltre ai bambini in Ucraina, (vedi sempre su Facebook emergenza cancro bambini ), anche in Italia la maggioranza delle donne (e io sono tra queste), ha come minimo un nodulo alla tiroide, per le conseguenze dell’incidente di CHERNOBYL:creiamo un gruppo : no alla centrale nucleare alla Casaccia

  4. Incidente grave non penso.
    Ecco cosa si intende per “incidente grava”

    Significante rilascio all’esterno di materiale radioattivo, in quantità radiologicamente equivalente a valori compresi fra 1 e 10 PBq di iodio-131, tale da richiedere la completa attuazione di pianificate contromisure facenti parte di un piano di emergenza esterno al fine di limitare gravi effetti sulla salute della popolazione.

    In Russia un incidente simile ad un impianto militare provocò 200.000 vittime in pochi giorni.

  5. @ Vittorio
    gradiremmo conoscere dove è la disinformazione da lei citata.
    Se ha qualche elemento a supporto della sua dichiarazione siamo pronti ad ospitarla.

  6. Soprattuto Vittorio dovrebbe confutare quanto scritto nel blog dagli altri mittenti, perchè altrimenti la disinformazione è solo la sua formata soltanto da : ………….

    Saluti

    Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

  7. In ogni caso, dato che il governo italiano, calpestando la volontà popolare del referendum del 1987, dovrebbe adottare la tecnologia francese dell’EPR, ecco
    uno dei tanti problemi di questa tecnologia:

    http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/epr-aereo-francia

    “La corretta valutazione del rischio di un attacco aereo contro un Epr”

    01 Aprile 2009

    Questo rapporto del 2006, diffuso da Greenpeace Francia e l’associazione “Sortir du Nucleaire”, analizza un documento tecnico, coperto da segreto miliare: l’EPR francese non resisterebbe a un incidente aereo con un jumbo jet.”

    Ecco il doc. originale:

    http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/epr-aereo-francia.pdf

    E la sintesi in italiano fatta da Greenpeace:

    http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sintesi-epr-aereo

    Saluti
    Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

  8. Le negatività di impianti nucleari sono risapute, ma fintanto che noi tutti non impareremo a consumare meno energia e non faremo ricorso alla produzione di “energie alternative”(anche contro il parere dei petrolieri e degli “aficionados” del “Governo” – che non ha trovato niente di più insensato che proporre, a suo tempo, la cancellazione dei contributi statali del 55% -) e non si convincerà il “santo” Padre
    che le emissioni elettromagnetiche di Radio Vaticana sono al pari dannose alla salute dei cristiani e non, la affermazione papalina sui ” preservativi ” ha la sua ragion d’essere ! E qui,da democratico e cristiano, non mi trovano d’accordo e li contrasterò sempre.
    Wandervogel

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