Home ATTUALITÀ Comune di Roma: vecchia busta paga addio

Comune di Roma: vecchia busta paga addio

cedolino.jpgVecchia busta paga addio, anche i dipendenti del Comune di Roma dovranno arrendersi e dire addio al cedolino cartaceo ed al relativo permesso per andare a ritirarlo. L’invio dello stipendio in formato elettronico e’ uno dei progetti che l’assessore capitolino al Personale, Enrico Cavallari,  ha messo in piano per migliorare la qualita’ dell’amministrazione comunale, semplificarne i processi e far risparmiare alle casse comunali 5 milioni di euro l’anno in termini di lavoro.

L’enorme cifra risparmiata deriverebbe dalla riduzione delle ore di permesso che i lavoratori prendono ogni mese per andare a ritirare lo stipendio, dalla diminuzione degli spostamenti di automobili e persone per le consegne dei cedolini nei vari uffici e dalla quantita’ di carta utilizzata per la stampa degli stessi. Lo ha spiegato l’Assessore in un’intervista all’AGI, è un obiettivo importante per l’amministrazione, ” un obiettivo che insieme ad altri progetti ci permettera’ di non perdere, quest’anno, l’occasione di trasformare Roma nel primo comune d’Italia totalmente digitalizzato”.

La soluzione dell’invio del cedolino stipendio ai dipendenti non è nuova ed il fatto che stia prendendo pesantemente corpo anche nella Pubblica Amministrazione ne conferma la bontà.  Essa venne adottata, una decina di anni fa, nelle più grandi aziende private, in primis nelle multinazionali d’informatica, dove  l’eliminazione del processo di stampa-imbustamento- invio dei cedolini a centinaia di migliaia di addetti si tradusse in notevoli risparmi ed in recupero di efficienza. Il cedolino infatti venne sostituito da un file in “formato Acrobat” (generericamente detto pdf) spedito sulla casella di posta elettronica di ciascun dipendente. Gli amanti della carta potevano comunque stamparlo ma questi furono  e rimasero una nettissima minoranza.

Da alcuni anni questo metodo è stato acquisito anche dalla Pubblica Amministrazione italiana. Ministeri, grandi enti, università e diverse regioni lo hanno adottato con successo ed altre sono in procinto di farlo, anche in ossequio di quanto previsto dall’articolo 27 del Decreto Legge 112/2008, poi convertito in legge, in materia di riduzione della spesa per la stampa da parte delle amministrazioni pubbliche. (Red.)

Visita la nostra pagina di Facebook

2 COMMENTI

  1. Il permesso di due ore mensili non è previsto per andare a ritirare il cedolino, ma per andare in banca a ritirare il denaro contante. Infatti il codice civile stabilisce che per estinguere le obbligazioni si debba far ricorso a moneta avente corso legale. Assegni e bonifici non comportano la fruizione del loro valore corrispondente se non dopo aver ritirato il denaro dalla banca.
    Credo pertanto che, anche con il cedolino elettronico il permesso di due ore al mese sarà ancora un diritto per i lavoratori, ameno che non si decida di pagare gli stipendi in contanti, ma in questo caso le spese quadruplicherebbero (o forse più).

  2. da dipendente comunale devo precisare che le cose stanno diversamente. Tutti i dipendenti da decenni hanno diritto ogni mese ad un permesso retribuito di due ore per recarsi in banca a cambiare l’assegno dello stipendio. Questo diritto è nel contratto di lavoro e risale a quando lo stipendio veniva pagato solo con un assegno e quindi il 27, per tramutarlo in contanti, bisognava andare in banca. Ma la realtà oggi è diversa, quasi tutti abbiamo l’accredito dello stipendio sul conto in banca e quindi il denaro è prelevabile in qualsiasi momento della giornata da un qualunque bancomat. Ma tutti, anche io lo ammetto, ogni mese si prendono il permesso. In fondo sono 2 ore al mese, che male facciamo anche se poi in banca non ci andiamo veramente ? Poi mio marito, che lavora in un’azienda privata dove questi conti si fanno tutti i giorni, mi ha fatto capire che 2 ore al mese per 12 mesi sono 24 ore l’anno, cioe’ 4 giornate che mi vengono pagate per non lavorare. Moltiplichiamo 4 giorni a testa per 25000 che dovrebbe essere il numero dei dipendenti comunali ed otteniamo 100.000 giorni pagati ogni anno per non lavorare. In questi tempi di crisi credo che sia giusto che questo permesso venga dato solo a chi non ha l’accredito dello stipendio in banca, cosa facilissima per il comune da controllare, risparmiando un mare di soldi che poi alla fine sono soldi nostri, dei cittadini. Faccio mea culpa, e prometto che non prenderò più questo permesso sperando che tanti altri colleghi la pensino come me. Saluti a tutti. Silvia

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome