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Dal campo ROM di Tor di Quinto la tratta delle bambine

Campo NomadiE’ di oggi la notizia che i ROS dopo lunghe indagini hanno arrestato undici cittadini Bulgari per tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

L’ingresso delle ragazze in Italia avveniva ai valichi del Tarvisio dove a bordo di auto c’erano coppie di adulti che facevano finta di essere i genitori. Il tutto faceva capo ad un referente residente nel campo Rom di Tor di Quinto che individuava gli “acquirenti” ai quali le minorenni venivano cedute per la somma di 10.000 Euro.

Le vittime della tratta che sono state rintracciate e liberate dai carabinieri, hanno spiegato di essere state consegnate in Bulgaria dalle loro famiglie ai membri dell’organizzazione criminale, in cambio di 1.000 – 2.000 euro con la promessa di matrimoni che avrebbero migliorato le loro condizioni di vita.

Secondo il Ros, “emerge ancora una volta l’interesse dei sodalizi Rom alla tratta e riduzione in schiavitù di minorenni, per il loro sfruttamento finalizzato a compiere reati predatori in Italia ed in altri Paesi europei. L’indagine conferma l’esigenza di un’efficace cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria per il proficuo contrasto di questi crimini transnazionali”.
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6 COMMENTI

  1. Ci sarà il solito pappagallo che ripeterà: “Sì, ma anche noi italiani … ” ???????????
    A quanto mi risulta, di tutto ci si può accusare, tranne di aver mai fatto commercio di esseri umani.
    Comunque, il fatto che in passato e al presente abbiamo delinquenti di casa nostra , non giustifica ed autorizza di spalancare automaticamente porte e finestre per accettarne degli altri.

  2. queste sono le vere azioni efficaci contro la microcriminlità ed il degrado e la liberazione di tanti minori sfruttati ( mi riecheggia la voce inumana di Bossi …..) .

  3. Quindi ci sarebbe qualcuno che asserisce di voler spalancare le porte ai delinquenti stranieri, perché in Italia ce ne sono tanti! E’ interessante? Qualcuno sa dirmi dove trovare queste dichiarazioni e chi le ha fatte?
    Personalmente mi disgustano questi confronti, queste classifiche del macabro e non saprei neanche giudicare, nè mi interessa farlo, se è peggio fare la tratta dei bambini o squagliarli nell’acido muriatico, come usano i corleonesi.
    Invece di reagire in modo istintivo, inconcludente e spesso controproducente sugli effetti, bisognerebbe agire in modo sensato sulle cause, sulle motivazioni che favoriscono queste pratiche aberranti, analizzare con serietà il contesto dove si sviluppano e mettere in campo una serie di azioni concrete, fattibili e coordinate tra le diverse istituzioni interessate. Come peraltro fanno in Paesi simili al nostro, con successo.
    Finché esisteranno, anche nella nostra Europa, sistemi economico-politici che generano forti disequilibri economici e di conseguenza, gravi situazioni di emarginazione e disagio sociale, si troveranno sempre persone disperate (forse un po’ ingenue e ignoranti) disposte a rischiare di affidare la speranza illusoria di una vita più dignitosa per la propria figlia a personaggi quantomeno “dubbi”. Speranza che nella loro terra sono certi di non avere più.
    E finché, con l’acume di un Borghezio, non saremo capaci di distinguere e separare (anche fisicamente) chi viene da noi per lavorare in maniera onesta dai delinquenti, mettendoli sullo stesso piano e trattandoli allo stesso modo (vedasi le vergognose spedizioni punitive dei giorni scorsi), non faremo altro che creare quell”humus necessario alla proliferazione delle situazioni di illegalità.
    Vi saluto con le parole dette oggi da una nota esponente dell’ultra sinistra radicale e antagonista, quasi una terrorista rossa: l’Assessora Belviso: «… Insieme alla prefettura abbiamo predisposto un piano per la riorganizzazione dei campi nomadi che, attraverso il regolamento dei villaggi della Capitale firmato dal prefetto in qualità di Commissario straordinario, consentirà di distinguere chi arriva nella nostra città per delinquere da chi vuole condividere un percorso di legalità e integrazione».
    … sperando che sia una cosa seria…

  4. Paolo , non credo che nessuno abbia mai detto di voler spalancare le porte ai delinquenti stranieri.
    Dobbiamo però constatare che nulla hanno fatto per bloccare o quantomeno limitare il fenomeno.

    Inutile che ci stiamo a girare intorno, possiamo fare tutta la filosofia riguardo le condizioni socio-politiche-economiche delle altre nazioni “meno fortunate”.
    Fatto sta che – come afferma il Ministero degli Interni rumeno – del 40epassa%dei latitanti rumeni , la stragrande maggioranza è in Italia.
    Moh , ci sarà un perchè !
    Una cosa è la non possibilità di impedimento perchè cittadini della comunità e blabla..
    Altra invece è negare l’accesso a chi è già latitante nel proprio paese.
    O se la prendi non gli dai un foglio di via ma solo il via accompagnato.

    Una notazione , tutte queste “beghe e rogne” derivano da una certa parte dell’Europa.
    E chi insiste e persiste nel difendere a tutti i costi e quel che costi la continuazione di questa transumanza incontrollata , è proprio quella parte politica che a suo tempo è stata corresponsabile del degrado sociale ed economico di quella parte di Europa.
    E che ora vorrebbe farci scontare a noi.
    Chiaramente Caritas a parte che li vorrebbe tutti qui.

  5. Aragorn,
    credo anch’io che nessuno abbia detto quelle cose. Spero che se ne convinca il Federico del primo commento.
    Sono d’accordo con te (ci diamo del tu?) che bisogna negare l’accesso a chi è già latitante nel proprio paese. Il punto è che quelli non si presentano mica alla dogana con la loro fedina penale “sporca”! Entrano clandestinamente! Ed è giusto citare quanto detto dal Ministro rumeno, ma poi lo metterei in relazione con:
    – il fatto che non c’è certezza della pena
    – il fatto che sono 15 anni che il sistema giudiziale viene strangolato da pseudo-riforme (principalemte dei governi berlusconi, riusciamo ad ammeterlo?) che ne limitano l’efficacia (vogliamo parlare di questa assurdità del divieto d’intercettare, tanto per dirne una?), che ne azzera quasi le risorse, ecc.. e tutti sappiamo bene per quali fini personalistici e non collettivi vengono prodotte queste leggi vergognose
    – il fatto che questi stessi governi tagliano in continuazione le risorse destinate alla forze di polizia (e poi si fanno le ronde…)
    – il fatto che durante il governo Prodi si sia votata (in maniera ahimé bipartisan) una vergognosa legge sull’indulto… con la scusa di svuotare le carceri, anche se il nostro Paese è pieno di carceri nuove lasciate a marcire… le famose cattedrali nel deserto…

    Se io fossi un delinquente rumeno verrei di corsa!

    Sbagli, secondo me, a considerare “filosofia” (con tono un po’ sprezzante), l’analisi delle cause del problema. Come si fa a risolvere seriamente qualcosa che non si conosce bene? O forse per te sono questioni molto note, scontate; ma comunque non lo sono per la maggioranza delle persone che buttano lì un giudizio e né, spesso, lo sono per quelle che il problema lo dovrebbero risolvere!

    In quanto ai Paesi dell’Est, purtroppo essendo stati sotto un regime di stampo sovietico per 40 anni, non sono mai stati “generosi” nella diffusione di dati reali (come in tutti i regimi, ai primi posti c’è il controllo dell’informazione..). Mi riprometto di cercare qualche dato di terze parti indipendenti, ma è un fatto assodato la non esistenza di questa sperequazione economica (divario tra pochi ricchi e tanti poveri), non c’erano masse sotto il livello di povertà, mangiavano tutti, magari poco e con poca scelta, ma tutti. Quei pochi fortunati che riuscivano a scappare, lo facevano perchè gli mancavano molte libertà fondamentali (cosa gravissima), ma non gli mancava il pane. E’ stato il neoliberismo sfrenato, introdotto con violenza dopo l’89, a favorire un’oligarchia di intrallazzatori senza scrupoli che hanno avuto gioco facile a prendere il potere in un sistema politico debole o quasi inesistente.

    Dare la responsabilità di quello che è successo in Romania negli anni ’50, ’60… a chi vive adesso in Italia (e che magari all’epoca non era ancora nato), la considero una tua boutade e che, come tale, non commento.
    Lasciami però dire che quando scrivi che c’è “chi insiste a difendere a tutti i costi la continuazione di questa transumanza incontrollata”, replichi in qualche modo quanto scritto da Federico. Cadi quindi in una incomprensibile incoerenza.

    Eppoi, perché la Caritas dovrebbe volerli tutti qui, ne sei proprio sicuro? Io credo che la Caritas dia assistenza umanitaria a chi ne ha bisogno, senza stare a chiedere i documenti, come fa (o come dovrebbe fare) un infermiere, un medico, un prete…
    Ti saluto

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