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    VI forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura

    Green Accord“AMBIENTE E SVILUPPO PER IL SUD DEL MONDO”. La crisi economica come molla per una trasformazione ecologica dell’economia?

    Si è tenuto a Viterbo dal 25 al 28 Novembre  il VI forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura .
    La grave crisi economica che sta attanagliando l’intera economia mondiale ha costretto tutti ad una serie di riflessioni sull’attuale sistema economico e sociale. In particolare ha stimolato un indispensabile dibattito sui modelli di sviluppo mondiale adottati finora, sulle loro problematicità  e sulla loro sostenibilità. Ma anche sulle interconnessioni tra sviluppo e ambiente e sui conseguenti legami tra problemi ambientali e nuove forme di povertà. L’attuale crisi economica, con tutte le difficoltà che essa comporta, potrebbe però avere un risvolto importante ponendo un freno all’insostenibile crescita delle emissioni di anidride carbonica degli ultimi anni, reindirizzando l’attuale sistema economico e attribuendo finalmente il giusto peso agli indicatori sociali e ambientali.

    Con particolare attenzione all’area africana, a quella asiatica e a quella sudamericana il rapporto tra sviluppo economico e ambiente sarà il tema centrale del VI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura – “Ambiente e Sviluppo per il Sud del Mondo”. L’evento, organizzato da Greenaccord, si svolgerà dal 25 al 28 novembre a Viterbo, presso la residenza storica Domus La Quercia.

    Il Forum si è tenuto martedì 25 novembre con gli interventi di Gian Paolo Marchetti, Presidente di Greenaccord, Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo, Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alessandro Mazzoli, presidente della Provincia di Viterbo e Marcello Meroi, vice Sindaco del Comune di Viterbo.

    Il primo intervento della mattinata è stato quello di Sergio Marelli, direttore generale FOCSIV, con la relazione “Il Sud del mondo nei piani di sviluppo dell’ONU”, che è stato seguito da Walden Bello, Premio Nobel Alternativo nel 2003 e direttore esecutivo del Focus on the Global South, che partendo proprio dall’attuale grave crisi economica ha illustrato la relazione “I limiti delle risorse per alimentare lo sviluppo”.

    Nella sessione pomeridiana, presieduta da Edo Ronchi, presidente ISSI, sono intervenuti Diadiè Dagnoko, ex ministro della Cultura del Mali e Coordinatore del World Social Forum, Marcel Claude, economista e professore dell’Università del Cile, Antonio Bertolotto, presidente MARCOPOLO Environmental Group e Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente del Comune di Capannoni, comune che differenzia l’80% dei rifiuti prodotti.

    Mercoledì 26 novembre ha effettuato il suo intervento di Joseph Tainter, uno dei maggiori esperti mondiali in tema di sostenibilità, con la relazione “Come superare il modello che condanna il sud del mondo”. «Per la maggior parte della sua storia evolutiva – ha sottolineato Tainter in un recente intervento – l’umanità ha vissuto in forme sociali piuttosto semplici. È la realtà delle società complesse che rappresenta un’eccezione da spiegare. Il collasso ecologico e politico di simili società, dunque, non appare più un mistero, ma un problema e una possibilità che interroga anche la nostra civiltà moderna. Osservare l’esperienza delle civiltà passate può dunque permetterci di imparare qualcosa, di “pensare” il collasso e agire con più saggezza per prevenirlo».

    Altro intervento di grande interesse, che ancora una volta sottolinea i legami tra sviluppo economico e ambiente, è stato quello di Joan Martinez Alier, professore di economia e storia economica all’Università Autonoma di Barcellona.

    «La crisi economica – sottolinea Alier – porterà con sé un benvenuto rallentamento dell’insostenibile crescita delle emissioni di anidride carbonica degli ultimi anni. Sicuramente darà l’opportunità di indirizzare l’economia verso una nuova via per quanto riguarda i flussi di materie ed energia offrirà la possibilità di ristrutturare le istituzioni sociali: l’obiettivo nei paesi occidentali dovrà essere quello di vivere bene senza l’imperativo assoluto della crescita economica.

    Ciò significa – prosegue Alier – che la felicità non è correlata alla continua crescita del reddito personale, almeno una volta raggiunto un certo livello di benessere economico, ma anche alla valutazione di fattori sociali ed ambientali. Fino ad ora le valutazioni economiche non hanno correttamente contabilizzato il costo dei danni all’ambiente e dell’esauribilità delle risorse. In virtù di questo, a livello macro economico sembra giunto il momento di sostituire il PIL con altri indicatori di carattere sociale e ambientale. […] Occorre investire maggiormente nei servizi e nelle risorse ambientali e spingere per l’introduzione di un linguaggio economico che meglio rifletta le nostre relazioni con la natura, non dimenticando la legittimità di altri linguaggi come quelli dei diritti territoriali, della giustizia sociale e ambientale».

    Le giornate di giovedì e venerdì, infine, sono state dedicate in particolare al confronto sulla comunicazione ambientale e su come proporre un’informazione sull’ambiente corretta, ma anche coinvolgente e propositiva.

    Sono intervenuti numerosi personaggi di spicco del mondo della comunicazione, ma anche alcuni giornalisti che, in rappresentanza dei vari continenti, hanno presentato i progetti del Network Greenaccord che, ormai da diversi anni, si sta impegnando per cercare di promuovere un’informazione ambientale qualificata e puntuale.

    Ufficio Stampa Greenaccord

    Nicola Checcarelli 339 7234724 – Martina Valentini  338 9180001 – press@greenaccord.it

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