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La protesta studentesca avanza sulla Cassia ed a Roma Nord

La protesta del mondo studentesco contro la riforma del Ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini è arrivata anche nella nostra zona.

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Questa mattina lungo la via Cassia all’altezza della Tomba di Nerone, un corteo di studenti provenienti dal vicino Liceo De Sanctis, percorreva la strada occupando i marciapiedi nei due sensi di marcia ed inneggiando slogan come “Questi tagli non li vogliamo!” , “Chi non salta Gelmini è!” e con striscioni dove era scritto: “GELMINI? NO GRAZIE!” “DE SANCTIS GELMINI 1 – 0. CI SIAMO ANCHE NOI”.

Per circa un’ora il consueto traffico dello shopping del sabato mattina sulla via Cassia ha subito forti rallentamenti. Ma contrariamente alle aspettative per il disagio provocato, gli studenti del De Sanctis non erano soli nella protesta. Anzi i passanti salutavano ed applaudivano i giovani, scattavano foto con il cellulare ed un anziano signore fermo al semaforo suonava il clacson incitandoli alla protesta.

Abbiamo avvicinato uno studente, Leonardo si chiama, e gli abbiamo chiesto le ragioni della loro protesta  “Ma è presto detto: siamo profondamente contrari alla riforma del Ministro Gelmini, anzi la respingiamo in blocco! Perché toglierci i soldi? Per favorire la scuola privata forse? In Germania il Primo Ministro Angela Merkel ha concesso fondi alla scuola. Ma che noi siamo stupidi?”

Un altro ragazzo ci ha detto: “Tutti insieme, compatti senza alcuna divisione ideologica, protestiamo e lottiamo perché siamo contrari a questa riforma”. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia. Gli agenti hanno dialogato tranquillamente con gli studenti.

Ma la protesta nel nostro quartiere non è circoscritta solo al liceo De Santis. Mercoledì gli studenti del Liceo Farnesina hanno sfilato in corteo fino al Liceo Classico De Santis per poi proseguire fino all’Istituto Tecnico Bernini di Ponte Milvio.  E’ notizia di oggi invece che al Liceo Lucrezio Caro è stata decisa l’autogestione.

Alessandra Stoppini

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9 COMMENTI

  1. Sono un vostro lettore,volevo segnalarvi ,anche la pacifica occupazione del liceo de sanctis,da parte degli studenti,per una protesta leggittima e giusta,e che riquarda il futuro dei studenti,e di tutti i docenti e non della scuola a tempo determinato,e volevo ricordare al popolo della liberta’,che oggi ci sara’ il decreto Germini da approvare alla camera,anche per il maestro unico alle elementari,che in Inglitterra ci sono un maesto per ogni materia,vogliono portare il livello della scuola di quaranta anni indietro,distinti saluti

  2. @pasquale
    la riforma Gelmini non riguarda, innanzitutto, solo la scuola elementare (altrimenti perchè avrebbero occupato il De Sanctis che è un liceo?). La riforma riguarda tutto il complesso dell’istruzione di questo paese.

    Invece di occupare e protestare (tra l’altro vorrei sapere quanti di quelli che sono contro la riforma ne hanno letto anche un solo rigo!) bisognerebbe, innanzitutto riflettere su un punto di natura “aritmetica” se così vogliamo dire.

    L’Italia è il paese d’Europa che spende di più per l’istruzione (dati Ministero dell’Economia del Dicembre 2007, quindi non di questo governo) eppure è il paese d’Europa dove gli insegnanti guadagnano di meno. Non pensi che ci sia qualcosa che non va?

    E ancora, sempre ragionando in termini “matematici”: ti sembra logico che vi siano oltre 320 facoltà universitarie con meno di 15 iscritti? (se poi computiamo chi frequenta le lezioni, il totale scende ancora di più), o molti corsi di laurea con un (UNO!) iscritto? Ed oltre 55 mila corsi in lauree anche assurde?

    Ti sembra che abbia un senso che la natalità decresca, dunque che ci siano sempre meno bambini, e le maestre elementari debbano crescere?

    Non saresti d’accordo se, senza incidere minimamente sulla spesa degli studenti, le Università si trasformassero in fondazioni private con una conseguenziale ottimizzazione del rapporto costi/ricavi? (leggi il D.L. 133 e vedrai che è previsto anche questo).

    Non trovi che sia ora di finirla con la trasmissione delle cattedre universitarie da padre in figlio, quasi fosse un lascito ereditario? E non ti sei chiesto perchè siano proprio i professori a protestare per primi contro questa legge?

    Te lo dico io, anche se la risposta è intuitiva: in Italia chi tocca i privilegi, scatena l’inferno. E per una volta che finalmente una giovane ministra si accinge a svuotare la fogna, guarda che succede!

    Per finire se a te questo radicato illogico, mafioso, sprecone, malfunzionante sitema va bene, protesta pure.

    Da parte mia, alla mia tenera età, ma padre di due figli che studiano, il 14 novemnbre alle ore 15,00 starò sotto il Ministero della Pubblica Istruzione per manifestare il mio appoggio alla Ministra.

    In bocca al lupo.

    PS. sono certo che si tratti di un refuso, ma se così non fosse, quel “futuro DEI studenti” mi fa capire quanto sia lungo e difficile il percorso che la Gelmini si accinge a fare!

  3. per rispondere a roberto colica:
    I decreti 133 e 137 della Gelmini hanno,come tutte le cose,i loro pregi e i loro difetti.
    io personalmente sono a favore con alcuni punti,ma non ne condivido assolutamente altri;ad esempio il voto in condotta,i giudizi espressi in decimi e l’adozione di testi con scadenza quinquennale hanno una loro valenza,così come il maestro unico avrà un rapporto più stretto con i suoi alunni;ma è anche vero che il maestro unico darà,per esempio,ai nostri e ai vostri figli,il suo unico punto di vista influenzando pesantemente la formazione ideologica dei suoi studenti.
    Per non parlare delle università.Cito testualmente dalla legge 136 art.16:
    “..nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica,scientifica ecc.,le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato”.
    Cosa comporta questo?che lo Stato non pagherà più l’Università,(quindi il deficit diminuisce)ma che le tasse d’iscrizione aumenteranno,diventando quest’ente privato.
    Allora il problema della crisi è temporaneamente risolto,cosa che interessa al nostro governo,ma conseguentemente,chi le frequenterà quelle università?
    Io personalmente non mi posso permettere di pagare determinate somme per la mia istruzione,che oltretutto dovrebbe essere un mio diritto.
    Se ci piace tanto l’America da prenderla come modello per le scuole(assicurazioni e ospedali)allora il governo italiano dovrebbe garantirci borse di studio consistenti(e non di 500euro su magari 5000 da pagare!!)come succede nel vicino paese.
    Ma poi parliamoci chiaro:il problema dell’italia è davvero il costo della scuola?il problema è ben più grande..
    Ma allora invece di tagliare fondi all’istruzione,perchè non tagliare qualche inutile posto di lavoro in poitica?non mi pare che siano stati stipulati decreti sulla riduzione dei salari dei deputati,dei ministri o chi per loro..
    Personalmente questa cosa mi fa molto pensare..
    Si sta facendo di tutto per ridurre le spese ma SOPRATTUTTO le assunzioni(come il blocco del turn over,che tra parentesi non prevede di “trasmettere delle cattedre da padre in figlio” ma che su 10 professori universitari vicini al pensionamento solo2 verranno rimpiazzati.
    Ossia:se prima su10 prof. che se ne andavano 10 ne venivano assunti,ora invece di 10 nuovi posti di lavoro ce ne saranno2.
    Sarà pure vero che su quei 10,8 saranno stati figli di qualcuno,ma 2 se lo saranno meritato quel posto.allora invece di 10 assumiamo due nuoviinsegnanti così quei poveretti che forse se lo meritavano ora sicuramente staranno a casa!! )..Ovvio nessuno vuole mantenere nessuno,alcune facoltà come alcuni corsi di ricerca sterili vanno eliminati,ma non mi si venisse a dire che il blocco del turn over sia una cosa intelligente!!o che comunque blocca il tramandarsi di cattedre!!
    e poi chi ha parlato di aumentare il numero delle maestre delle elementari?quelle erano e quelle dovevano rimanere!!ma no!introduciamo il maestro unico e il pomeriggio “utilizziamo” i maestri “scartati”,che stranamente verranno assunti con contratti part-time e pagati quanto 500-600 euro al mese?e come vivranno?ma si,continuiamo ad impoverirci da soli!!
    P.S.In caso non si fosse capito..sabato a protestare c’ero anche io!!ma tengo a precisare che sono fortemente contraria all’occupazione..

  4. Oggi il decreto Gelmini è diventato legge e le proteste si sono alzate così tanto da provocare scontri, feriti e fermi della Polizia.

    Eppure il ddl è stato approvato senza ricorrere alla fiducia e nei giorni scorsi in aula tutti hanno potuto esporre le proprie posizioni. Tuttavia Idv e Pd già pensano alla raccolta di firme per un referendum abbrogativo.

    Ma chi ha letto veramente la legge? Oggi tutti dicono di averlo fatto ma se così fosse non aggiungerebbero poi commenti che dimostrano forse anche la laettura del testo ma meno di averlo compreso.

    I punti sono molti e se ne può parlare.

    Il maestro unico ad esempio.

    Non è un ritorno al passato. Nè potrebbe esserlo nela scuola dell’autonomia (ma quanti sanno cosa è l’autonomia scolastica?). Già il fatto che si affianchi a docenti specilizzati per inglese, educazione fisica, religione dimostra che di docente unico non si tratta. Epoi perchè scomodare gl ianni ’50 quando fino a una decina di anni fa tutti avevano il maestrounico e (incredibile) in alcune scuole si è continuato ad avere e i genitori le scelgono proprio per questo motivo.
    Quanto alle basi pedagogiche ci sono e sono intervenuti in queste settimana esimi pedagogisti che sostengono il ritorno del maestro unico (o prevalente) per motivi didatici e anche educativi. E soprattutto nell’odierna società in crisi di valori, punti di riferimento a iniziare dalla famiglia.
    La scuola elementare è il fiore all’occhiello del sistema scolastico italiano oggi con i moduli come ieri con il maestro unico. Anzi tra i motivi dell’introduzione dei 3 docenti ci fu il superare il calo di rendimento degli alunni dalla IV elementare. Calo che comunque è continuato a esistere. Per conferma basterebbe vedere i dati delle ricerche internazionali PISA-Ocse sempre tanto sbandierate. Mi sembra che le basi dell’italiano o della matematica, della geografia o delle scienza si apprendano alle elementari. Se lì siamo eccllenti cosa succede mai ai ragazzi alle medie se le rivelazioni PISA fatte ai 14enni ci coolocano algi utlimi posti. Un po’ difficile pensare che pur continuando a studiare regrediscano così tanto.
    In Europa il maestro unico in Finlandia ad esempio, il Pase che tutti indicano ad esempio in fatto di istruzione e che nelle classifiche internazionali è sempre al primo posto per qualità degli alunni.
    Diciamo la verità se anche i talgi motivassero la scelta del maestro unico, la stessa osservazione si potrebbe fare (ed è stata fatta all’epoca da istituzioni terze che dovevano valutare i moduli) per i 3 maestri: furono introdotti per collocare i maestri in esubero rispetto al numero delgi alunni. Come non si lincenziò allora perchè non si può fare con insegnanti di ruolo cioè a tempo indeterminato, così non si lincenzia nessuno oggi e non si può farlo. In realtà si tratta del blocco del tur over: docenti che vanno in pensione non saranno rimpiazzati da nuovi docenti di ruolo. E’ stato calcolato che sono a rischio 10mila posti, ma anche che in 8.500 andranno in pensione. Di fatto allora si protesta per 1.500 insegnati facilmente reintegrabili. Il vero problema è un altro ed è struntturale nella scuola italiana da sempre. I precari cioè i docenti in attesa della cattedra definitiva vanno avanti a supplenze annuali. Questa è la vera questione ma nessuno ne parla.

    Si parla poi di tagli al sostegno .
    Ma non sono previsti dalla legge Gelmini. Invece si strumentalizza il tutto facendo credere che i tagli di questo anno sono l’effetto del nuovo minisrto. faatto curioso dato hce solo oggi il decreto è divenuto legge. I tagli di 10mila posti su lsostegno sono ancora quelabiliti nell0ultima finaziaria da Prodi e dureranno all ostesso ritmo per altri 3 anni.

    Ancora, il tempo pieno.
    Si dice che si eliminerà, quando il ministro ha spiegato che invece aumenterà del 50% sfruttando i 2 insegnanti in più che con l’introduzione del maesrto unico avranno ore libere e quindi sarebbero impiegati per il tempo pieno. E’ di ieri la notizia che i genitori del Moige dopo l’incontro con ilministro si osno detti favorevoli al decreto anche perchè effettivamente il tempo pieno aumenterà.
    E (tragedia!) anche se ci fosse il tempo pieno, si dice che rischierebbe di essere simile al dopo scuola. Quale è il problema? Non è meno faticoso e più produttivo per i ragazzi studiare le materie più faticose la mattina e dedicare il pomeriggio a att ività più rilassanti come sport o laboratori?
    Si dice che alla scuola è lasciata la libertà di sceglierel’orario e quindi la pratica o meno del tempo pieno. Allora se tutte le scuole si stanno mobilitando per il tempo pieno stanno sol osprecando energie dato che saranno proprio loro libere di scegliere se farlo o meno. Visto che lo volgiono mantenere il problema è risolto.
    Però gli stessi che invocano i pedagogisti e il bene dei bambini per evitare il maesrto unico, sembrano dimenticarsi di questo aspetto nel caso dle tempo pieno quando dicono che i genitori lavorano e non possano tenere i ragazzi a casa e pagare una baby-sitter. Questa è una motivazione però che guarda agli interessi degli adulti e non a quelli dei bambini? Non si fa economia sulle spalle dei bambini è slogan può sventolato contro la Gelmini. Rigiratelo contro questa motivazionedei genitori e il risultato non cambia. Anzi, quasi emerge dietro l’angolo la necessità di trovare un parcheggio per i fligIi: prima a scuola ,poi a casa davanti a tv o play station. I pediatri invece sono spesso contrari a mandare i bambini al nido pur essendo una necessità per le famiglie con i due coniugi che lavorano.

    La Gelmini parla di merito, di rigore, qualità, di scuola ascensore sociale, di tornare a saper leggere scrivere e fare di conto, di smteterla con i progettifici per tornare agli insegnamenti base. Non vi ricordano nulla queste parole? Sono gl istessi identici termoni usati in continuazione, quasi come un disco, da Fioroni ministro della pubblica istruzione.

    Infine. La scuola della Gelmini non piace al Pd, benissimo. Ma quale è allora la propsota alternativa? Nessuno la conosce. Il non cambiare niente? Però poi non si dica che la scuola così come è non funziona.

    Ma una delle chicche delle ultime ore è la diminuzionedi fondi alle scuole paritarie. E qui emerge tutta l’ideologia che muove la sinistra. L’UdC grida allao scandalo coerentmente con quanto da sempre sostenuto sula parità scolastica che ormai da un decennio è legge ma rimane solo sulla carta. Sì èerchè ormai la scuola è una e una soltanto ed è pubblica. Non esiste più la divisione scuola pubblica e scuola privata. Molti però non se ne sono accorti e nel riticare la Gelmini parlano di attacco alla scuola pubblica in favore della privata non si sa in base a quali considerazioni. E davanti ai tagli alle paritarie (pardon, come dicono loro alle private) dichiarono che però sono tagli incosistenti. Delle due l’una. Si decidano. C’è un dossier dello scorso dei genitori dell’Agesc che dimostra che se i ragazzi delle pariterie andassero alle statali questo comporterebbe per lo stato un aggravio di spesa pari a una Finanziaria. Un dato su cui riflettere, oltre che sulla libertà di scelta della scuola dei figli che la Costituzione riconosce a tutti. Le leggi un po’ meno.

    Emanuela

  5. La scuola va sicuramente riformata e messa in grado di trasmettere conoscenza (non mi piace usare il termine efficiente che va tanto di moda negli ultimi anni, come le borse), ma questa non è una riforma, non si fa, non si fanno questi cambiamenti sostanziali con un semplice decreto legge, possiamo discutere su tutto: c’è chi ha avuto splendide esperienze con il tempo pieno e chi pessime, chi vuole mettere i grembiulini e chi eliminare le scarpe firmate (potremo usare delle ghette), ma i fatti sono che questi sono solo tagli, ammantati di demagogia, ma si taglia.
    Tutti diciamo che l’istruzione è importante, Berlinguer tirò fuori una riforma, dove si parlava anche di merito, la Moratti, poi, e la sua discussa riforma, convocò gli studenti, la conferenza Stato-Regioni, gruppi di studio, esperti , ed ora, invece, in tre mesi zac e zac tiriamo fuori 2 o 3 temi per far discutere e per il resto si tolgono soldi, e senza un minimo di discussione in Parlamento. Si può fare tutto per decreto legge, ma poi la discussione, la dialettica, le opinioni e chiamiamo in gioco la democrazia, dove la lasciamo?
    P.S. Ma ricordo male o tante piccole Università private e non sono nate negli ultimi 6/7 anni?

  6. @shilare
    Certo che si taglia. Purtroppo dove per cinquant’anni c’è stato solo spreco, diventa necessario tagliare. Si deve tagliare.

    Dove si è avuto riguardo solo agli interessi dei docenti e mai a quelli degli studenti, è necessario porre rimedio.

    Tutti voi che oggi vi schierate contro questa legge, dove eravate in tutti questi anni quando si faceva scempio di denaro pubblico e si sfornavano asini?

    Tutti voi che deridete il voto in condotta, forse non avete mai avuto a che fare con il bullismo nelle aule.

    No a voi andava bene quel sistema.

    Vi andava bene quel sistema perchè molti ne traevano profitto?

    Attendo che qualcuno mi sappia suggerire qualcos’altro di valido per rimediare ai guai compiuti in decenni e decenni (altro che ultimi 6/7 anni!) di demagogia e clientarismo che hanno trasformato la scuola in uno stipendificio per quella che pare essere diventata una casta intoccabile.

    E voi con chi ve la prendete? Contro chi ha sprecato tutti quei soldi? No contro chi cerca di porvi rimedio!

    Io non so se lei abbia dei figli. Io ne ho due e sono anni che sto toccando con mano lo sfacelo di una scuola pubblica trasformata in un concorso a premi, con insegnanti incapaci e mal preparati, assenteisti e in vacanza (legittimamente!) per quasi la metà dell’anno. La prego di credere che non è qualunquismo il mio, perchè sono situazioni che ho toccato con mano ed ho vissuto di persona essendo da molti anni rappresentante di classe nelle scuole dei miei figli.

    E dei libri di testo ne vogliamo parlare, o taciamo penosamente? Una mafia (non ho altri termini) un racket che sforna milioni e milioni ogni anno e contro la quale il Ministro cerca di porre rimedio. E che si fa? Si va in piazza a protestare. Perché?

    Perchè quando si toccano gli interessi della mafia, di qualsiasi mafia, questa è la risposta.

    Mi sono veramente rotto le palle, se mi concedete il francesismo.

    Perciò sono molto grato a chi invece di trincerarsi in bla bla bla, chiacchiere, apertura di tavoli (quanto va di moda questo termine….) se non altro sta cercando di fare qualcosa. Ed è questo il motivo per cui è stato necessario ricorre ad un decreto.

    Ma si sono toccati troppi privilegi.

    Perciò vai avanti così, avvocato Gelmini. Presto (il 14 novembre) verrò ad applaudirti sotto il tuo Ministero, a sostegno del tuo coraggio e della tua lotta contro le mafie delle scuole e delle università.

  7. Che non sia una riforma quella della Gelmini è evidente e infatti è la stampa ad averla battezzata in questo modo il ministro e il governo hanno sempre ricordato che non è una riforma ma che si tratta di provvedimenti su alcuni temi.

    E qui occorre fare chiarezza.
    Una cosa è la scuola, un’altra l’università.
    Una cosa è il documento finaziario del governi, un’altra il decreto legge della Gelmini.
    Si protesta contro il decreto, anzi ormai la legge, Gelmini che riguarda la scuola e non l’università. E non la scuola superiore.
    Appena approvata la legge, IdV e Pd annunciano le raccolte di firme per il referendum abborgativo ma se gli si chiede abbrogativo di cosa rispondono che stanno valutando. Cosa vogliono abbrogare il voto in condotta?il ritorno dei voti?il grembiule?la nuova educazione civica?il divieto per gli editori di cambiare i testi di scuola per 5 anni e l’introduzione degli e-book?
    A me sembrano misure positive e di buon senso. E poi proprio perchè non sono una riforma vale la pena spendere soldi per un referendum su questi punti?
    Si dirà forse che il probelma è il ritorno al maestro unico che poi è prevalente perchè comporterebbe la riduzione dei docenti e eliminerebbe il tmepo pieno. Però non vale la pena almeno per una volta aspettare qualche mese e verificare se le cose no nstanno invece come dice il ministro cioè gli insegnati liberati dai moduli andranno a occuparsi proprio del tempo pieno che così non solo non sarà eliminato ma aumenterà del 50%? Se al contrario la legge è così catastrofica occorrerebbe agire subito, cioè in attesa dell’eventuale referendum cosa si fa?
    C’è un altro problema: il referendum per legge non può riguardare le disposizioni finanziarie quindi per i tagli che sarebbero previsti dalla Finanziaria no nservirebbe a nulla.

    I tagli alla scuola sono in realtà blocco del tourn over alle elementari. Colpiscono sì i precari molti dei quali non ci sarebbero neanche dovuti essere perchè le SISS (cioè le scuola di specializzazione post-laurea per insegnare obbligatorie e a numero chiuso che abilitano all’insegnamento al posto del vecchio concorso che non esiste più) hanno continuato negli anni a sfornare docenti pur sapendo che erano destinati alla disoccupazione/precariato. Perchè?
    I tagli all’università a me sembra che vadano a colpire i baroni e non la ricerca. Anche la possibilità (e non l’obbligo) di trasformare gli in fondazioni non è così terrbile. E a proposito di fondi per l’università:il massimo stanziamento si è avuto nel 2006 con il governo Berlusconi. da allora con Prodi e Mussi ministro dell’università ci sono stati tagli. E ricordo che quelli di oggi son oproprio quelli decisi dal precedente governo.

    Il probelma dell’accorpamento delle scuole anche andrebbe a colpire anche le superiori è altra norma prevista in Finanziaria e non nella legge Gelmini.
    Quanto alle scuole dei piccoli comuni non si tratta di chiuderle ma di riorganizzarle. Semplificando. Perchè avere una scuola con 26 bambini (dato reale in molti paesi) quando pur rimanendo aperta sempre in quel paese, con quei ragazzi e quei docenti, può divenire una “succursale” di un’altra scuola risparmiando così per il presdie (1 e non 2), la segretarie, ecc? Quale è lo scandalo?

    Se poi tutti i risparmi maturati andranno per pagare meglio i docenti o per l’edilizia scolastica (metà delle scuole in Italia non ha il certificato di agibilità. Il gruppo sull’ediliza scolastica non viene convocato da annni, cosa che la Gelmini ha detto di voler fare) non è una bella notizia?

    Si protesta contro l’università della Gelmini, ma la legge no nriguarda affatto l’università.

    La sinistra dice che la legge Gelmini non va bene. Perfetto. E che non vuole conservare le cose come stanno. Ancora meglio. ma concretamente cosa propone? Francamente non è ancora dato saperlo. Ieri ha presentato un decalogo sull’università che parla genericmaente di merito, pari possibilità di accesso l’istruzione, valutazione oggettiva degli atenei. Tutti temi già apertemente sostenuti dal governo Berlusconi. Sulla valutazione ad esempio che rigurada non solo gli atenei ma anche le scuole. Peccato che chi sta manifestando contro Gelmini non vuole nessuna valutazione.

    Ultima punto. Si dice che il governo non è democratico perchè non ascolta la piazza. Ma siamo sicuri che la piazza rappresenta tutto il Paese? Un governo, qualsiasi esso sia, è leggittimamente votato dal popolo perchè lo rappresenti. Ammettiamo che un gruppo anche numeroso protesta contro il governo ma per un motivo ingiusto o illecito che dovrebbe fare quel governo ascoltare la protesta e quindi darle ragione approvando una legge iniqua o illecita?
    Anche questo dibattito sui decreti legge è molto iposcrita. Tutti, compreso il governo Prodi, li hanno usati e in alcuni casi abusati. Di conseguenza la contro parte ha sempre criticato. E così si continua ad andare avanti.

    Emanuela

  8. per rispondere a Roberto:Saro’ breve;Roberto i tagli alla scuola vanno bene,ma sui lavori di ristrutturazione,degli edifici,(dei lavori che si possono fare con pochi soldi,si vanno a sperferare centinaia di milioni,”chissa’ per quale motivo”e alla fine bisogna sempre rimetterci le mani per rifarli):i finti ammalati, bisogna sempre rimpiazzarli con supplenti,io signore ho tre figli,una va alle elementare,uno ai superiori,uno all’universita’,ti posso dire che la scuola che funziona ,e quella delle elementari,grazie alle maestre di inglese,che mia figlia sa tante parole e frasi in inglese,grazie alla maestra che gli insegna informatica,che mia figlia e brava al computer ecc.,quando manca una maestra ,si rimpiazza subito il giorno stesso con la supplente,le classi non rimangono mai scoperte,e così,25 alunni possono lavorare insieme alla supplente,invece così non succede alle scuole superiori,perchè se il professore non manca minimo 15 giorni,il supplente non lo mandano,e così la classe la deve coprire o un professore libero della scuola,che magari insegna tutta un’altra materia,ho il bidello,comunque lavorando dentro la scuola,e avendo una certa esperienza,il personale docente e non,deve fare ognuno il proprio dovere,cosa che non succede sempre,adesso vi saluto a tutti ,tanto le chiacchiere stanno a zero.

  9. manovrine politiche, manovrine economiche… come la storia degli americani che vendono le armi ai paesi in guerriglia e poi li invadono perchè posseggono tali armi. Con la scuola abbiamo fatto così.

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