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All’ombra del Colosseo o sul litorale romano, abbronzarsi sì ma senza correre rischi

abbronzatura.jpgLe vacanze si avvicinano, è tempo di abbronzatura ed appena possibile si ruba un giorno al lavoro per sdraiarsi ai bordi della piscina all’ombra del Colosseo o per fare una fuga sul litorale romano, a Ostia, a Fregene o fino a Santa Marinella: il tutto solo per prendere la classica “tintarella”, tanto per non sfigurare, tutti bianchicci, con gli amici ed i colleghi. Per darci una mano l’associazione di consumatori “Codici” ha stilato un decalogo per un’abbronzatura perfetta e in completa sicurezza. Prima regola: prevenire i rischi dell’esposizione al sole. “Prevenire – commenta il segretario  nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – non si riduce al solo acquisto di creme solari, ma a praticare una sana e corretta alimentazione”. Attenzione poi con la scelta dei solari: leggete attentamente le etichette delle creme e diffidate di quelle a spettro totale. Per una pelle idratata e luminosa bevete molta acqua. 

Il Codici ricorda poi una serie di alimenti che influiscono positivamente sul benessere della pelle, proteggendola dalla stress da tintarella.
Si comincia dai betacaroteni, sostanze capaci di stimolare la produzione di melanina e svolgere un’azione antiossidante, proteggendo la pelle dall’invecchiamento precoce; poi il licopene,  è un importante carotenoide dal colore rosso, contenuto in altissima percentuale nel concentrato di pomodoro. Tra gli alimenti che favoriscono invece una naturale abbronzatura il primo posto spetta di gran lunga alle carote; si continua poi la cicoria, la lattuga, il melone giallo ed il sedano in grado di contribuire efficacemente a rendere ambrato il colore della pelle. A seguire si posizionano peperoni, pomodori, pesche gialle e cocomeri che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni e non sono certamente da meno nel promuovere la tintarella estiva. 

Infine, il Codici stila le 8 regole d’oro per una perfetta abbronzatura
1. Verificare che sulla confezione sia riportato il fattore di protezione specifico, espresso con un valore numerico.
2. Non fidarsi dei solari che parlano di alta o media protezione senza indicare un valore numerico del SPF, perché a queste diciture corrispondono solo specifici valori (si parla di alta protezione solo per SPF compresi tra 20 e 40). Inoltre, diffidare delle creme che indicano spettro totale, in quanto l’Unione Europea da quest’anno ha decretato la cancellazione di tale dicitura.
3. Osservare se sull’etichetta della confezione sia indicata la data di scadenza.
4. Scegliete sempre e solo solari resistenti all’acqua, perché sono gli unici che continuano a proteggervi anche dopo il bagno o la doccia.
5. Ricordare sempre di praticare una sana e corretta alimentazione e di bere molta acqua, per una pelle sempre idrata.
6. Evitate i solari che riportano in etichetta la definizione “testati (solo) in vitro”. Oggi per valutare se un prodotto è veramente efficace sono infatti necessari test in vivo sull’uomo con l’uso di lampade che producono radiazioni simili a quelle del sole. I test in vitro sono utili (e facoltativi) ma non sufficienti.
7. In caso di soggetti allergici, controllate sulla confezione che l’ipoanallergenicità del prodotto sia stata testata presso centri specializzati (prodotto dermatologicamente testato).
8. Evitare di usare oli o creme non prodotte con l’obiettivo di proteggere dai raggi solari, in quanto troppo aggressive e non efficaci.

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