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    Il sonno della ragione genera mostri

    Il Sonno della Ragione di Francisco GoyaRiceviamo da Vincenzo Pira questo articolo che pubblichiamo volentieri in quanto riteniamo possa essere uno spunto di riflessione comune sulla questione dei ROM.
    La Redazione

    Diceva Goebbels, ministro della Propaganda di Hitler, che una bugia detta tante volte diventa verità e poi manipola le coscienze.

    «C’è un certo tipo di giornalismo che andrebbe denunciato al Tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanità, perché ammazza con la penna. Prima fanno il lavaggio del cervello all’opinione pubblica, poi lanciano i sondaggi, chiedendo alla gente: accettereste un Rom per vicino di casa? L’opinione pubblica è totalmente priva di strumenti per decodificare i messaggi e ai Rom non viene concessa la possibilità di difendersi. Discriminare è negare pari opportunità all’altro. Disumanizzare un gruppo di persone per poterle discriminare meglio. La tecnica è nota. Bisogna colpire nel punto più sensibile: dimostrare a livello di propaganda che quel gruppo non ha rispetto nemmeno per i propri figli. Che li butta via, usandoli come strumenti, che siano kamikaze o che siano accattoni, e che non prova nemmeno alcun rimorso per quel gesto. Se l’idea di prendere le impronte digitali venisse estesa a tutti, una gigantesca banca dati al servizio dell’ordine pubblico, sarebbe già diverso. Sarebbe un gesto equo.”

    E’ questa la forte denuncia di Santino Spinelli, docente universitario, musicista, abruzzese di etnia rom. Per richiamare l’attenzione di una opinione pubblica che dorme e no si accorge che istituire commissari per i Rom è discriminazione etnica che fa pensare alle leggi razziali del 1938. E questo in nome dei diritti dei minori e per la sicurezza dei cittadini.

    Preoccupa la schedatura dei bimbi rom. Schedare un bambino solo in base all’appartenenza etnica e ridurlo a numero con il sistema utilizzato per chi è indagato di un reato, viola la sua dignità umana. Schedare i bambini rom e solo i bambini rom, vanifica il principio di uguaglianza tra tutti i bambini.

    Le procedure e le leggi in Italia già esistono. E sono uguali per tutti. Sono i genitori che devono fornire le generalità dei figli, come accade per tutti i bambini. Non c’è alcun bambino italiano che è tenuto ad avere documenti. Se poi c’è il sospetto che un ragazzo possa subire abusi, anche quello di essere mandato a rubare, allora si devono attuare i servizi sociali e la magistratura minorile, perchè questo prevede la legalità e il nostro senso di civiltà.

    Preoccupa l’identificazione di 160 mila Rom come capro espiatorio di quanto non funziona in Italia sia per la sicurezza, sia per il decoro urbano, sia per le politiche di immigrazione.

    Assistiamo a una trasformazione radicale delle relazioni tra le minoranze, in particolare i Rom, e la popolazione. La loro integrazione e l’evoluzione delle loro condizioni socioeconomiche rappresentano sicuramente un processo di lunga durata, ma bisogna affrontarlo partendo da presupposti corretti.

    Il Comitato economico e sociale europeo, organo consultivo dell’Unione europea, ha affrontato la questione partendo dal presupposto che tra i Rom e l’Europa deve instaurarsi un processo che vada in due direzioni.

    Nel parere presentato all’ultima assemblea plenaria, affrontando per la prima volta in tanti anni una materia così delicata, si propone una serie di misure concrete che intendono attaccare due questioni principali: il bisogno di partecipazione e quello di scolarizzazione.

    Tra le proposte, il Comitato richiede una strategia politica efficace, coerente e a lungo termine della Commissione europea; una cooperazione strutturata, trasparente e duratura tra tutti gli attori della società civile; il coinvolgimento attivo e responsabile in questo processo dei rappresentanti dei Rom.

    Il 2008 – anno del dialogo interculturale – rappresenta una cornice quanto mai adeguata per sottolineare il contributo che i Rom hanno apportato negli anni alla diversità culturale europea.

    È il momento di rafforzare questo legame reciproco e di mettere in luce la necessità di coniugare, concretamente, il dialogo tra le culture e l’integrazione delle minoranze.

    Il messaggio dell’Unione Europea è un messaggio di diritti, di solidarietà, e di non discriminazione e deve sconfiggere la paura che genera razzismo.

    Tali fatti mi ricordano l’incisione del pittore spagnolo, Francisco Goya, in cui espresse una ferma condanna all’oppressione del potere, all’ottusità della superstizione e a ogni forma di sopraffazione, dando vita a immagini di potente suggestione. Il titolo è “Il sonno della ragione genera mostri”. Svegliamoci e facciamoci sentire.

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    13 COMMENTI

    1. Buona sera a tutti. Ho letto l’articolo e lo rispetto, anche se ritengo sia solo un punto di vista. Non si può pretendere che tutti la pensino così, che siano per il dialogo tra le culture, a prescindere totalmente da problemi sociali e di convivenza civile così complessi.
      Io personalmente credo che anche se si tratta di discriminazione la proposta del nuovo governo, tale aspetto dovrebbe essere considerato di secondo piano rispetto a simili difficoltà che forse solo scelte impopolari richiedono per essere affrontate.
      Poi c’è il discorso che siamo il paese dei no a tutto e così non andremo da nessuna parte… grazie.

    2. Ma le impronte non si prendono solo ai bambini ROM, non solo agli adulti ROM, non solo ai ROM in quanto tali ma:

      «Le impronte digitali per chi vive nei campi nomadi, anche minori, sono uno strumento che viene utilizzato solo in quei casi in cui non sia possibile una identificazione certa attraverso i documenti disponibili» (R. Maroni, Ministro dell’Interno)

      eppure le pagine delle Cronache di Roma sono piene di minori (anche italiani…) sfruttati da gente abietta che li manda a compiere furti e scippi nella certezza dell’impunità per la loro minore età.

    3. solo una considerazione: mi pare che i bambini italiani siano inseriti all’interno di un gigantesco data base – che si chiama anagrafe – sin dalla loro nascita.

      Per quanto riguarda me, lo Stato Italiano possiede le mie impronte digitali da quando avevo 17 anni. Personalmente non vivo questa circostanza come una insostenibile prevaricazione.

    4. Francamente non riesco a capire tutta questa ipocrisia, e tutto questo sfoggiare di luoghi comuni, di “political correctness” e di belle frasi.

      Che tutti gli esseri umani (io, da animalista e vegetariano, oserei dire tutti gli esseri viventi, ma poi il discorso si farebbe troppo lungo) abbiano pari diritti e doveri, è fuor di dubbio, e volerlo solo discutere è da cretini, prima ancora che da criminali.

      Ciò detto mi sembra ancora più assurdo, cretino e criminale permettere ad uno o più cittadini (ripeto cittadini, cioè facenti parte della mia stessa comunità) di circolare, agire, interagire fare qualsiasi cosa senza avere non dico una residenza fissa (che già sarebbe un minimo di decenza giuridica e sociale), ma addirittra un’identità certa. In primo luogo proprio a protezione di chi subisce un abuso – e nel caso delle comunità ROM sono quasi sempre bambini come anche le recentissime cronache hanno ancora una volta evidenziato-, in secondo luogo proprio a protezione della comunità dove questi “Ignoti cittadini” vivono.

      Ricordo a queste anime belle, ed in primo luogo ai sepolcri imbiancati di “Famiglia Cristiana” che quando nell’immediato dopo guerra ci fu un esodo massiccio di porfughi istriani che fuggivano dalle “delizie”della Jugoslavia titina e cercavano rifugio in Italia, Alcide De Gasperi (ripeto Alcide De Gasperi non Stalin o Hitler o…Gengis Khan) per prima cosa fece rilevare le impronte digitali di tutti, motivando tale decisione con la protezione e la sicurezza dei profughi stessi. All’epoca nessuno (nessuno) ebbe nula da ridire, forse…perchè Berlusconi ancora non era primo Ministro!

    5. Non potevo non intervenire in questa occasione.

      Anche perché mi sembra che una Pira che accende uno Spinelli abbia dato luogo a poco razionali visioni.

      Perchè Alexian non continua a cantare o insegnare romanì a Trieste e lascia le normative e le relative applicazioni alle autorità ?

      Perchè da una parte afferma :
      “Smantelliamo subito tutti i campi nomadi e facciamo accedere i rom alle liste per le case popolari, come nel resto d’Europa. Diamo dei documenti, facciamo andare i bambini a scuola, educhiamoli. Togliamoli dal limbo ……….”
      E tutti programmi di scolarizzazione, tutti i soldi pubblici spesi per portare quattro ragazzini a scuola ( mentre gli altri quattrocento sono costretti a mendicare e rubare ) !
      Quanto alle case popolari , per quello che mi riguarda si può fare , ma solo unicamente dopo che è stato risolto il problema abitativo per gli italiani.
      Che saranno stati stato un popolo di emigranti ma nomadi , mai.
      Perchè , Alexian , non canti questa di canzone ?

      E’ vero quello che afferma “Sono i genitori che devono fornire le generalità dei figli..” ma se sono proprio i genitori a non avere alcun documento e tantomeno voglia di farsi identificare ?
      IDENTIFICARE , NON SCHEDARE !
      Ci sono adolescenti “presi” per oltre venti volte a rubare e scippare ed hanno dato più di venti nomi differenti !
      Alexian, ma pensi veramente che vogliamo continuare a farci prendere per il culo ?
      Perchè invece di strimpellare non vai tu a spiegarglielo ?

      E poi , “Ci vogliono progetti seri, ci vogliono persone in grado di realizzarli. Ma veramente pensate che i rom siano felici di stare nei campi? E non venitemi a parlare di tradizione: noi non siamo nomadi, è sbagliato pensarlo…”
      A me risulta che con le tradizioni nomadi dei rom e dei sinti ce le avete tritate voi, se è sbagliato pensarlo , figurati affermarlo.

      Chi vuole rispetto , sia il primo a darlo.
      Ma quello che vedo e leggo nei vari siti “etnici” non mi sembra granchè promettente :

      http://www.vurdon.it/
      Questo sito è realizzato in Italia.
      L’Italia è un Paese ostile non solamente nei confronti dei Rom, ma di chiunque abbia a cuore la verità e la giustizia ….

      Non farti schedare!
      Sucardrom invita tutte le comunità sinte e rom della Lombardia, del Lazio e della Campania a rifiutare un “censimento” inutile, discriminatorio e illegale, primo passo verso l’assimilazione e la distruzione di intere famiglie e comunità….

      ASSIMILAZIONE ?
      Francamente se non la volete voi figuratevi io che voglia posso avere !
      Ma chi non si assimila e non si “compenetra” nella società può , anzi deve, dopo 3 mesi levarsi dalle palle.
      Perchè poi , considerato tutto quello che dicono , chissenefrega alla fine se i rom sono felici o meno nei campi , come afferma sempre Alexian.

      Inutile girarci intorno : i rom ed i sinti hanno un alto tasso di criminalità.
      Seppoi questo tasso è dovuto al fatto che il loro nomadismo non gli consente un lavoro stabile o che il rifiuto dell’assimilazione e dell’identificazione li rende “allergici” ai documenti di identità o che preferiscono ballare e cantare invece che lavorare , a me non frega nulla.
      La maggior parte di loro è dedita ad affari ed attività non legali o quantomeno al limite .
      Chi afferma il contrario è in malafede.

      Sono comunque d’accordo con Goebbels, ministro della Propaganda di Hitler, che affermava :una bugia detta tante volte diventa verità e poi manipola le coscienze.

      Per questo mi auguro che articoli di quel tipo e tenore siano e rimangano unici.

    6. L’estate scorsa sono andata in vacanza in America,;all’aereoporto di San Francisco non solo ci hanno preso le impronte digitali ma anche l’impronta del bulbo oculare.

      OK non siamo in Europa. Ma se le leggi sono quelle o stai alle regole o rimani a casa tua….

      Solo nel paese di bengodi ( ITALIA) avviene tutta questa cagnara, quando veniamo al mondo, non solo siamo schedati abbiamo gia il codicie fiscale un mucchio di debiti………..fatelo e basta.

    7. Rispondendo ad Elsa segnalo che proprio gli Stati Uniti si sono rifiutati di inserire la rilevazione dei dati biometrici per i cittadini statunitensi che entrano in Europa. No comment. La questione affrontata da Vincenzo Pira e’ molto piu’ complessa e delicata di quanto possa apparire ad una analisi superficiale e per questo suggerisco a tutti la lettura del libro di Stephen Jay Gould, professore di storia delle scienze ad Harvard, “Intelligenza e pregiudizio”, Editori Riuniti.
      A presto
      Iacopo Balocco

    8. Iacopo , non confondiamo le cose.

      Qui non c’entrano nulla i presunti fondamentalismi scientifici del razzismo piuttosto che le idee riguardanti la determinazione biologica dell’intelligenza.
      Ciò non toglie che la lettura di Gould possa risultare interessante ma sicuramente fuori tema.

      Qui stiamo parlando per alcuni ( quindi non tutti anche se molti ) di un modo di vita e di conduzione di comportamenti “civili” che male si adattano alla nostra società.
      Il fatto che sia “nostra” già sarebbe sufficente a volerla e doverla difendere ma il fatto poi che sia simile a quella francese, spagnola,inglese,greca, portoghese eccetera significa solo che rientra nei “normali” canoni.

      La questione posta da Pira non è stata affrontata con superficialità bensì con la più concreta e pragmatica esperienza di vita quotidiana e vissuta.

      Non è proprio di mio gradimento lo stile yankee ma gli riconosco il fatto di una totale libertà nei confronti dell’individuo.
      Qualsiasi coglione ha il diritto di dire la sua.
      Qui purtroppo invece ce la vorrebbe pure imporre.
      E per molto e molti c’è spesso riuscito.

      E per dirla tutta trovo pure stucchevoli le solite reprimenda degli “intellettuali” sempre contro, che a forza di non intervenire o sul chi scegliere alla fine lasciano che gli hutu ed i tutsi si scannino tra di loro piuttosto che nascondendosi dietro la forza del dialogo tra le parti lasciano massacrare le popolazioni in sudan o in birmania o in tibet.
      Volendo fare dei “macro esempi”.

      Siamo stanchi di vedere i bambini chiedere l’elemosina in strada, siamo stanchi di vedere traffici negli accampamenti, siamo stanchi dei furti degli scippi delle rapine, siamo stanchi di sentire urlare alla provocazione ogni volta che si entra per ispezione nei campi nomadi, siamo stanchi che le pattuglie della municipale vengano assaltate e debbano essere scortate dalla polizia od i carabinieri, siamo stanchi di rom ubriachi senza patente e senza assicurazione che travolgono quello che incontrano.
      Siamo stanchi di un sacco di cose.

      Sono pure stanco di sentire quelli che protestano ogni volta che si fa qualcosa o si tenta di farlo.
      Sono stanco di quello che protesta per i militari in campania o sicilia, sono stanco di quello che protesta perchè si censiscono i nomadi ( gli altri sono già censiti ! ).

      Eppoi la domanda è , a parte essere “preoccupato” come Pira o consigliare testi come Lei , la vostra “soluzione” quale sarebbe ?
      Saluti.

    9. nulla, caro aragorn, more solito nessuno propone nulla.

      “che fare?” dovrebbe chiedersi qualche redivivo lenin. io aspetto rispota.

      ma non c’è nulla da aspettarsi perchè sono le stesse persone che non vogliono combattere l’immigrazione clandestina, ma poi si stracciano le vesti quando vedono un bambina costretta a prostituirsi sulla via Salaria.

      sono le stesse persone che sono favorevoli all’uso delle intercettazioni telefoniche ma poi, quando tocca a loro, si scagliano contro questo malcostume.

      sono le stesse persone (come quel famoso sindaco progressista) che abbracciano e baciano, davanti i fotografi, i bambini zingari, ma poi ne fanno spostare l’accampamento perchè troppo vicino casa loro.

      sono le stesse persone, insomma, che fanno i ricchioni col culo degli altri e scusate il francesismo.

      non so perchè, ma mi viene in mente cesare beccaria. scriveva “dei delitti e delle pene” e poi frustava i suoi servi.

    10. Identificare i ROM è necessario per portare coloro che non hanno documenti a pari livelli del resto della società.
      Nessuno vuole porre i ROM ad un livello più basso di noi italiani, di chi lavora regolarmente in Italia, e dei turisti in visita tamporanea.
      Anzi, poter essere identificato è una tutela dell’individuo da parte dello Stato.
      Purtroppo questo Paese è stato per troppo tempo oggetto di politiche troppo lassiste, ed ogni volta che ci si opera per riportare la normalità, si viene additati a politici degli anni 30.

    11. Buongiorno,
      rileggendo i messaggi mi sono accorto della facilità con cui si tende a schierarci da una parte o dall’altra, senza entrare nel merito della questione. Non esite una “vostra” o una “nostra” soluzione, semplicemente perche’ queste “parole” riflettono solo ed esclusivamente una dinamica relazionale conflittuale da “stadio”. Invece quando si vogliono affrontare e risolvere le questioni complesse non esistono altre dinamiche se non quelle di tipo cooperativo, di equipe. Restando nello specifico, ogni anno, viene pubblicato a cura della Caritas un rapporto sull’immigrazione dove e’ gia’ possibile ricavare delle indicazioni sul “cosa fare”, senza inventarsi altro. E’ chiaro pero’ che per attuare tali strategie bisogna averne voglia e non si puo’ certo affermare che i politici di oggi siano all’altezza del compito, meglio delegare e seguire il vento dove tira. Anche io sono stanco, ma sono stanco di chi mi impedisce di camminare sul marciapiede o di correre liberamente con mia figlia in un parco senza avere la paura di essere attaccato dai cani che girano senza guinzaglio. Sono stanco dei genitori che raccomandano i figli per il voto all’esame di terza media; sono stanco della mafia, della camorra, della sacra corona unita. Sono stanco di questo povero e piccolo uomo che ha smesso di essere cittadino perche’ e’ piu’ comodo buttare la sigaretta dal finestrino. Sono stanco di questi “figli di famiglie normali” che ammazzano, stuprano, rubano, ecc. Termino quindi consigliando un altro libro: “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond, Einaudi. Io non ho soluzioni “forti”, ma cerco nel mio piccolo di non buttare la carta per terra, di rispettare lo stop, di fare la raccolta differenziata, di pagare le tasse, ecc. e sono convinto che se tutti noi facessimo la nostra parte il mondo sarebbe migliore.
      A presto
      Iacopo

    12. @Iacopo
      Tutto molto bello e molto giusto. Sottoscrivo in pieno. Ma a questo punto non capisco perchè debbano esserci alcuni cittadini “legibus soluti” che non debbano accettare, con Socratica obbedienza, ciò che la legge prescrive, in primis che ogni essere umano debba avere una sua identità sicura, e sia responsabile delle proprie azioni.

    13. Ci si schiera da una parte o l’altra se si ha un’opinione in merito.
      Non è tifo da stadio.
      In mezzo rimangono i beoti.
      Non è neanche utile usare atteggiamenti che definirei un po’ “spocchiosi” verso chi esige una soluzione che dopo tanto tempo e dopo tanti soldi spesi inutilmente risulta essere obbligatoria.
      Dal primo censimento dei “primi censiti” di 7000bambini , solo molto meno di 1000 hanno frequentato più o meno saltuariamente la scuola.
      Vogliamo continuare così ?
      Diffido della Caritas , che aldilà di certe benenerite e remunerate funzioni , trae profitto da ciascuna persona che assiste.
      O pensate che veramente la Caritas si sostenga con l’autofinanziamento ?
      E per dare senso alla Caritas debbo continuare a tenere stretto il portafoglio negli autobus, debbo camminare con gli occhi dietro la testa quando transito per il centro o debbo stare attento a chi calpesto la sera nei pressi della stazione ?
      O debbo starmene a casa per consentire all’umanità di esprimersi come meglio gli aggrada ?
      Oppure debbo guardare silente che più di 6000 ragazzi non vanno a scuola per poi da adulti far cosa ?
      Continuare l’attività del genitore ?
      Quale ?
      Pago le tasse ahimè , non potrei non farlo, faccio anch’io la differenziata, non getto la carta in strada e non posseggo un cane ma se lo possedessi raccoglierei le sue deiezioni e non lo lascerei libero nei giardini.
      E che non mi incazzo quando vedo gente senza casco in motorino o passare con il rosso o parcheggiare sulle strisce o sul posto invalidi eccetera ?
      Ma detto questo ?
      Cos’è l’apologia della normalità ?
      Del vivere civile ed urbano ?
      C’è da esserne fieri ? Non credo , dovrebbe essere normale.
      Ed il fatto che invece qualcuno se ne faccia merito ( a mio avviso immeritato ) significa che viviamo circondati da parecchi incivili ed inurbani.
      Sembra che le mosche “bianche” siamo noi , no, è che loro sono mosche “nere”.
      Mi verrebbe di pensare al ddt od alla palettina schiacciainsetti.
      Pensa che la maggior parte della gente sia contenta degli stupri, della sporcizia e della maleducazione ?
      Non credo e comunque per ciascuna di queste azioni esiste una pena in termini di condanna civile e pecuniaria.
      Basta applicarle, queste sanzioni.
      Nell’altro caso in oggetto non c’era nulla se non la banale non considerazione del problema.
      Per quanto concerne la mafia, la camorra, la ndrangheta, la sacra corona unita , io sogno ma veramente, “una dinamica cooperativa e di equipe” come lei dice :
      una bella notte dei lunghi coltelli , stavolta svolta per causa nobile.
      Eliminazione totale , fisica, definitiva in una sola notte di tutti i componenti, affiliati, simpatizzanti, capi, sottocapi, sottopanza&C.
      Magari rimarremmo in pochi, ma problema risolto o quantomeno drasticamente ridotto.

      Non entro in merito al contenuto del libro.

      Debbo dire che sicuramente come europei abbiamo dei torti ma nè più nè meno di quanto possano averne le popolazioni africane vs altre etnie, piuttosto che le stragi dei Kmer, le conquiste degli ittiti, dei turchi, dei mongoli eccetera.

      Ma come europeo ed occidentale e fiero di esserlo, che paga le tasse, non getta la carta , ricicla i rifiuti, porterebbe il cane al guinzaglio se lo avesse ( il cane ) mi sono anche rotto le palle di sentirmi sempre colpevole o colpevolizzato per fame nel mondo, per il cambiamento del clima, per i genocidi in qualsiasi parte del mondo vengano perpetrati, per le donne umanamente recluse nell’islam, per l’infibulazione in africa, perchè piove troppo nel bangladesh o troppo poco nel sudan e via dicendo.
      E se sto fermo sono immoto , imbelle e cinico.
      E se faccio qualcosa è dovuto a reminescenze filocolonialiste.
      ??

      E’ giusto aver riposto l’acciaio e le armi ma ho l’impressione che con queste abbiamo riposto anche l’orgoglio di appartenza ad un mondo occidentale.
      Ed il fatto di essere diventati molli e superficiali non giova nè a noi nè a chi viene da noi per chiedere aiuto.
      Non riusciremo più ad aiutare nessuno se non aiutiamo prima noi stessi a risollevare la testa.

      ma il discorso sarebbe lungo e fuori tema per la circostanza.

      P.S. Per caso possiede una libreria ? Ce manca poco che da pure l’ISBN dei libri !

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