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    BioParco di Roma, è morto Bellamy

    ruggito-di-leone.jpgBeniamino dei bambini, re incontrastato di tutto il Bioparco di Roma, Bellamy, l’anziano maschio di leone asiatico è purtroppo morto a causa di un tumore al pancreas. Già da qualche giorno soffriva di inappetenza ed era stato messo sotto osservazione quando ieri, improvvisamente, è sorto un anomalo gonfiore sull’addome che ha subito messo in allarme i veterinari che, effettuate le dovute indagini, hanno dignosticato un tumore molto invasivo ed incurabile. Come mai il gonfiore è apparso solo negli ultimi giorni ? Al Bioparco hanno spiegato che gli animali nascondono le malattie fino all’ultimo per evitare di essere predati o spodestati dal loro ruolo sociale.

    Bellamy, che condivideva il suo spazio con Giada, bellissima e giovane leonessa, era arrivato al Bioparco nel 2001 proveniente dallo Zoo di Londra e da subito aveva conquistato la simpatia e l’affetto di tutti con il suo fare altezzoso, regale ma elegante.

    Per ricordarlo, domani sabato 10 novembre, tutti i bambini in visita potranno scrivere i loro pensierini su Bellamy e riceveranno un leone peluche, questa è la promessa del presidente del Bioparco, Giovanni Arnone, e della Consigliera delegata ai Diritti degli Animali, Monica Cirinnà, che si sono altresì impegnati affinchè Giada abbia prestissimo un nuovo compagno ipotizzando che ques’ultimo possa essere selezionato nell’ambito di un’operazione di salvataggio da qualche zoo fatiscente dell’Est europeo.

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    2 COMMENTI

    1. ma perchè invece di impegnarsi a fare arrivare al “bio-parco” (ma che razza di nome assurdo!) un altro leone, non ci impegnamo a fare chiudere definitivamente questo orrendo lager, che al pari degli altri zoo e safari park di tutto il mondo, altro non è che un luogo di tortura per i poveri animali condannati, pur essendo incolpevoli, ad un ergastolo in un ambiente completamente diverso dal loro habitat naturale. Che significa che gli zoo dell’est europeo sono fatiscenti? vorrebbe dire che nel nostro gli animali si trovano meglio? Sarebbe bello poterglielo chiedere, anche se la risposta è intuibile. Invece di promettere ai bambini un peluche in regalo, mandiamoli a giocare in qualche altro luogo che non offra un triste e diseducativo spettacolo che offende la dignità degli animali e di chi li va a visitare. Io con i miei figli l’ho fatto: che ci crediate o no non li ho mi portati allo zoo! Seguite il mio esempio e forse un giorno questi strazianti luoghi di pena saranno solo un triste ricordo.

    2. strappati al loro habitat gli animali del bioparco per ovvi motivi non sono in grado di sopravvivere in natura….che vogliamo fare? è vero che non hanno a disposizione spazi ampissimi x correre e fare imboscate piuttosto che arrampicarsi e tutto il resto ma in natura sicuramente sarebbero spacciati…. li liberiamo cmq? e poi?……le persone che lavorano al bioparco qui a Roma hanno fatto e stanno facendo un ottimo lavoro per ricreare intorno a loro un ambiente più simile possibile al posto da cui sono stati strappati (quelli sono i criminali!)……I lager sono ben altre storie!
      mia figlia al bioparco ha imparato a rispettare gli animali…..se tutti i bambini capissero e toccassero con mano forse chissà……per le generazioni future nostre e dei nostri “amici” animali……

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