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    La tecnologia ed i diritti degli utenti

    Che i lettori ci scusino, per una volta non parliamo né di Vigna Clara né di Roma ma di una sentenza di un Giudice di Pace di Firenze che farà storia, almeno in Italia, nel mondo della tecnologia.  computer.jpgE’ una notizia che interessa virtualmente tutti i possessori di un computer o quantomeno coloro che si accingono ad  acquistarne uno. Ecco il fatto, siamo nell’ambito dei software pre-installati sui computer nuovi.

    Un residente fiorentino acquista un computer di una notissima marca ritrovandosi sullo stesso – pur avendo specificatamente spiegato di non esserne interessato – Windows Xp e Microsoft Works. Sul contratto di licenza (EULA) Microsoft – presente nella confezione  – c’è però scritto chiaramente che se l’utente non vuole avvalersi della licenza dei software pre-installati può chiederne il rimborso al produttore del computer.

    Avviato quindi l’iter  si vede però opporre un netto rifiuto dallo stesso che gli nega la possibilità del rimborso appellandosi ad una presunta “inscindibilità tra struttura hardware e software”. L’utente fa allora ricorso al Giudice di Pace che riconosce invece “la scindibilità tecnica tra struttura del computer e sistema operativo presente su di esso”, perché questi prodotti software vengono dalla casa “direttamente installati apportandovi gli opportuni cambiamenti, tanto da dar luogo a una versione specifica dell’originale da considerarsi diversa da quella del produttore di software”. E quindi il Giudice di Pace Alberto Lo Tufo ha dato ragione all’utente ordinando alla casa produttrice del computer di restituirgli 90 euro per Windows Xp e 50 euro per Works e di pagare le spese processuali.

    Italia, culla del diritto una volta di più.

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    1 commento

    1. La cosa piu’ interessante di questa innovativa sentenza, che già conoscevo, è la liquidazione delle sese legali: € 2.330,00, oltre cassa avvocati (2%) e IVA (20%), per un totale di € 2.851,92, a fronte del valore della causa di € 140,00! Si vede proprio che era un Giudice di Firenze e non di Roma, il quale, more solito, avrebbe compensato le spese. Scusate questo piccolo sfogo da addetto ai lavori!

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