Home ATTUALITÀ Roma, “più poveri in 10 minuti” sul 64

    Roma, “più poveri in 10 minuti” sul 64

    weltlogo.jpgCi risiamo, non passa anno che la stampa tedesca non dedichi a Roma un articolo non edificante. Questa volta è il turno del DIE WELT che, in un articolo del 6 Agosto, se la prende con l’ATAC ed in particolare con la linea 64 – quella che collega la stazione Termini con S.Pietro – descritta come il bus dei borseggiatori. E’ vero, lo sappiamo tutti che da questo punto di vista il 64 è una delle linee meno sicure  essendo la preferita dei borseggiatori in virtù dell’elevato numero di turisti  quotidianamente trasportati ma da qui a farne un articolo a piena pagina con tanto di avvertimento ai lettori a diffidare da chiunque, pare un po’ eccessivo anche perché, essendo tutto il mondo paese, non pensiamo che le grandi città tedesche siano esenti dal fenomeno della microcriminalità.   

    64.jpgMa tant’è. Per dovere di cronaca riportiamo quindi che il corrispondente da Roma del Die Welt, Martin Zoeller, nella sua lunga corrispondenza dal titolo “diventare più poveri in 10 minuti” si sofferma a descrivere  il quinto furto, proprio sul 64, subito a Roma nell’arco degli ultimi 12 mesi nei quali al giornalista tedesco sono stati sottratti, sempre sull’autobus, il portafoglio, la macchina fotografica, il cellulare e, come se non bastasse, gli è stato rubato anche il motorino.

    Ma il 64 non è l’unico bersaglio dell’articolo che prosegue dicendo che “Roma è un mercato fiorente per venditori di souvenir e di orologi falsi, di borse, valigie, occhiali e Cd contraffatti” non mancando infine di descrivere  la tipica italica arte dell’arrangiarsi con le “piccole truffe” (parole testuali) di Roma quali “…. tassametri che a mezzogiorno del lunedì sono regolati sulle tariffa notturna della domenica…” oppure “… tetri personaggi che chiedono il pagamento del parcheggio su strade normali…” ovvero “…camerieri che invitano il turista ad attendere il tramezzino ai tavoli fuori dal bar e poi, sedutosi, gli chiedono almeno due euro in più…”.

    Insomma, nulla di nuovo sotto il solleone di Roma, di quanto sopra noi romani ne siamo tutti consapevoli ma che ogni anno puntualmente si alzi un teutonico Catone Censore a puntare il dito contro i mali di Roma dimenticando quelli di casa sua beh, a noi personalmente ha dato un po’ fastidio.  Chi conosce la lingua e voglia leggere l’articolo clicchi pure qui:  Die Welt del 6 Agosto

    Claudio Cafasso

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