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    Attenzione, truffa in corso

    Attenzione truffa in corsoResidenti di Vigna Clara (e non) attenzione ! In questi giorni, nelle più grandi città italiane, stanno arrivando migliaia di e-mail ad indirizzi di posta elettronica privata il cui mittente sembra essere Poste Italiane, ma non è assolutamente così.

    Come si presenta questa mail ? Apparentemente vi si dice che c’è un accredito a vostro nome di 129 € bloccato dalle Poste per motivi tecnici. Vi si chiede quindi di accedere al sito di Poste.it per vedere lo stato dell’accredito e l’ufficio dove ritirare i soldi. In buona fede vi potrà quindi accadere di cliccare sul link indicatovi e qui scatterà l’inghippo… …Ma attenzione: se non siete clienti di Poste Italiane non correte alcun rischio, ma se avete un conto con Poste e vi richiedono dei dati, anche se il sito è identico a quello Poste.it, cancellate la mail subito ! Non ci sono soldi per voi, stanno solo cercando di clonarvi la carta o il conto online.

    Da una recente indagine risulta che il fenomeno del phishing in Italia, nel primo trimestre 2007, è aumentato in modo abnorme; spendiamo quindi pochi minuti per capire di cosa stiamo parlando: il phishing è una nuova variante di frode telematica perpetrata con lo scopo di sottrarre con l’inganno dati ed informazioni riservate (username, password, numeri di carte di credito, ecc) dei malcapitati “pescati” ( il termine infatti deriva dalla storpiatura del verbo inglese to fish che significa pescare). L’idea è quella di pescare utenti in rete per farli cadere all’interno di trappole tese da truffatori che a tal scopo usano server e siti fantasma ubicati, nella maggior parte dei casi, in Asia .

    Ma come è possibile riuscire a rubare denaro attraverso il phishing ? Nella sua versione classica il phishing è composto da un e-mail, inviata apparentemente da un istituto di credito o da Poste Italiane, nella quale si chiede di aggiornare i propri dati collegandosi ad un apposito sito web. Quest’ultimo è stato ovviamente ed intenzionalmente realizzato in modo identico a quello vero per dare l’impressione alla malcapitata vittima di trovarsi nel sito del proprio istituto di credito. Sentendosi quindi al sicuro egli fornirà tutti i dati richiestigli che saranno immediatamente utilizzati dal phisher per svuotargli il conto o per effettuare acquisti alle sue spalle.

    Gli utenti di internet più “smaliziati” potranno invece trovare tutti i dettagli della genesi e dell’evoluzione del phishing cliccando qui
    Claudio Cafasso

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