Cassia, ancora una discarica abusiva nel Parco di Veio
Martedì, 28 Maggio 2013
Roma Nord deve al Parco di Veio la sua principale caratteristica: di essere cioè quella parte della città con più aree naturali. Parchi, giardini e riserve che costituiscono una parte considerevole del polmone verde della Capitale, e che sono regolati da leggi regionali mirate alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale. Nonostante questo, un nuovo episodio di degrado urbano coinvolge proprio una parte del Parco. Leggi il seguito di questo articolo »



Immortalate addirittura da Dino Risi nella
VignaClaraBlog.it ha chiesto agli otto candidati alla presidenza del XV Municipio di rispondere a questa domanda, risultata quarta per importanza nel
“Io sono nato e vissuto a Prima Porta, ormai vivo qui da circa 45 anni, questo luogo l’ho visto trasformarsi col passare del tempo, ma negli ultimi anni purtroppo l’ho visto solo scivolare continuamente verso il degrado. Sono stato sempre zitto, in ombra, non ho mai manifestato pubblicamente il mio dispiacere, ma ora voglio uscire nell’ombra e denunciare quanto segue”. Inizia così la segnalazione di un nostro lettore che poi spiega il motivo di tanto malumore.
Tanti sono i problemi di Roma, ma senza dubbio uno dei più importanti, e dei più visibili, è quello del decoro urbano. Basta guardarsi attorno per vedere spesso centinaia e centinaia di manifesti abusivi dei politici, buste di plastica sui prati, lattine e bottiglie per terra, quantità “industriali” di mozziconi di sigaretta sui marciapiedi, enormi scritte sui muri, escrementi di animali, volantini pubblicitari sparsi ovunque.
Da sempre è uno dei quartieri più prestigiosi di Roma; qui abitano attori, chirurghi famosi, notai e avvocati di grido ma è anche zona di ambasciate e consolati. Parliamo ovviamente del quartiere Parioli che affaccia su Viale Tiziano e sul Villaggio Olimpico e che in parte si eleva su di una collina di materiale tufaceo che nel tempo ha provocato non pochi problemi.
L’intera area a cavaliere della Via Flaminia che dalla zona archeologica di Grottarossa arriva fino a Labaro è in una situazione di grave trascuratezza: montagne di rifiuti, piccole discariche, baracche e buche nell’asfalto che sembrano crateri. Eppure ci troviamo in una zona “virtualmente” protetta che da Tor di Quinto sino a Malborghetto sfoggia piccoli e grandi tesori: la Tomba dei Nasoni, Monte delle Grotte, Saxa-Rubra, il monumento funebre de La Celsa, la Villa di Livia.
“Circa due mesi fa - ci scrive la nostra lettrice Donatella D. - inoltrai agli uffici competenti una segnalazione riguardante l’indecorosa baraccopoli formatisi in prossimità della sede Legambiente di via Capoprati, ubicata lungo la pista ciclabile tra il Ponte della Musica e Ponte Duca d’Aosta, praticamente nel “cuore” della città, con tutto il rispetto per le zone periferiche che subiscono lo stesso problema.” 








