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Dall’Inviolatella a Isola Farnese, la Greenway del Parco di Veio

greenway
immagine di repertorio
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Nella seduta di martedì 18 gennaio, il Consiglio del XV Municipio ha approvato l’ordine del giorno per la realizzazione della cosiddetta “Greenway del parco di Veio“, un’importante infrastruttura turistica per il territorio di Roma Nord, un progetto di sentieristica ciclopedonale che congiungerebbe il Parco pubblico dell’Inviolatella Borghese, a cui si accede dall’omonima via a inizio via Cassia Nuova, e quel gioiello di insediamento urbano che risponde al nome di Isola Farnese, sulla Cassia.

L’iniziativa punta alla valorizzazione del Parco di Veio, delle sue bellezze paesaggistiche, storiche, archeologiche e culturali. Questo “collegamento verde” peraltro permetterebbe a ciclisti, a trekker, a semplici amanti della natura di attraversare con una certa agevolezza un territorio di straordinaria bellezza con cui oggi non sempre è possibile entrare in contatto.

Questa idea nasce con una petizione on-line sottoscritta nel 2021 da circa 1500 cittadini per poi essere ripresa ed elaborata da associazioni e comitati di quartiere fra i quali, a livello locale, il Comitato di Via Tieri, l’Associazione Valorizziamo Veio, Borsa Archeologica Artistica Agrituristica del Lazio, il CdQ Via della Giustiniana, la Communità di Isola Farnese e tanti altri. E accanto a loro associazioni di livello nazionale quali Italia Nostra, Legambiente, Federtrek e altre ancora.

Insomma, un parterre di tutto rispetto per un’idea che in questi ultimi mesi è stato oggetto di condivisione e di sintesi, assieme ad altre proposte esistenti, con la progettazione preliminare dell’asse dei suoi collegamenti con i tessuti urbani, per giungere alla stesura di un progetto studiato per mettere a sistema una fitta rete di sentieri e di aree di grande interesse naturalistico; un tracciato che interesserebbe a nord la Via Francigena e la sentieristica di alcuni  comuni (Castelnuovo, Morlupo, Formello, Sacrofano, Campagnano) ma attraverso la Valle della Crescenza e la via Veientana consentirebbe di raggiungere il Parco Volusia, sulla Cassia,  poi la Riserva dell’Insugherata toccando i terreni del Centro per la Ceriagricoltura, e quindi l’Inviolatella Borghese.

L’infrastruttura della Greenway è un’occasione per rilanciare e collegare anche i progetti di mobilità sostenibile intraquartiere proposti dalle realtà territoriali” commenta l’assessore all’Ambiente del Municipio XV, Marcello Ribera, a margine della seduta di Consiglio.

Ringraziamo i promotori della petizione e il coordinamento che abbiamo costituito con le Associazioni e i Comitati di Quartiere con i quali abbiamo collaborato per la presentazione di tutti i documenti e gli elaborati. L’amministrazione del XV Municipio – conclude Ribera – continuerà a lavorare col Campidoglio, la Regione Lazio e l’Ente Parco di Veio per la realizzazione della Greenway del parco di Veio“.

Giulia Vincenzi

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11 COMMENTI

  1. Per il Tevere 30-40 anni di progetti mai realizzati, per il Parco Volusia 25 anni, per l’Inviolatella 15 anni, per il parco e ciclabile di Via Quarto Peperino 10 anni e si potrebbe continuare all’infinito…(non così per le opere inutili realizzabili in pochi mesi come il “boschetto” al Villaggio Olimpico, costo 1,5 milioni di euro, opera per fortuna abortita per l’opposizione dei cittadini). Si, sarebbe bellissimo ma anche se auguro a tutti di vivere almeno 100 anni credo che la “via-verde” (se la faranno) la percorreranno i nostri pronipoti.

  2. Buon giorno a tutti,
    sono il proponente della petizione “una greenway per il parco di veio”. All’indomani dell’approvazione dell’odg io serbo un rinnovato ottimismo e desidero condividere con tutti gli amici di VignaClaraBlog il seguente auspicio:

    l’auspicio che la Greenway possa ottenere dai Ns Amministratori la stessa considerazione che ebbe nel 2015 la Francigena, con il completamento di tre percorsi.
    E adesso, come allora (riferendomi proprio al giubileo straordinario del 2015), sarebbe necessario poter contare su una figura di “Alto profilo” che possa accelerare la fase realizzativa e adoperarsi per sciogliere alcuni nodi che inevitabilmente si presenteranno (ad iniziare da quelli relativi ai passaggi su fondi privati).
    Stavo pensando a Francesco Rutelli…
    Ricordo infatti che, proprio in occasione del giubileo della perdonanza del 2015, fu proprio Rutelli in prima persona ad impegnarsi per la realizzazione delle seguenti tratte mancanti della francigena: il collegamento da Formello ad Isola Farnese e, nei pressi dello svincolo GRA, il passante all’interno del parco dell’insugherata.
    A tal proposito, proprio recentemente, in occasione della tavola rotonda organizzata il 9 settembre 2021 nel corso della manifestazione “Road to Rome 2021”, lo stesso Rutelli ha ricordato il suo ruolo di “mentore” nella realizzazione della Francigena.

    E quindi, visto anche l’incarico di Francesco Rutelli quale Coordinatore del Gruppo per le antiche vie culturali presso il Pontificio consiglio della cultura … quale migliore “Mentore” per la Greenway che lambisce l’antica via veientana!

  3. Molto interessante, se si realizzasse in alcuni mesi o al massimo un anno. Io poi l’avrei in primis battezzata in italiano visto che siamo a Roma e ci appartiene, e non greenway cedendo ai soliti inglesismi per sembrare più fighi. Stiamo a vedere cosa succede.

  4. Esprimo tutta la mia stima e ammirazione per Fabrizio Colosimo concordando con il fatto di coinvolgere Francesco Rutelli, uno dei pochissimi che hanno dimostrato grande attenzione per simili progetti. Rammento tuttavia che per la Via Francigena nell’Insugherata ci sono voluti 4 anni appena (basta leggere gli articoli di VCB sull’argomento) ma solo perchè il progetto era finanziato da un privato.
    Mi auguro che anche in questo caso, onde evitare le lungaggini della politica, si faccia avanti uno sponsor.

  5. Buonasera a tutti, sono colui che dagli anni 90 in poi ha coltivato come socio di Italia Nostra, prima, e come dirigente e responsabile della sentieristica del Parco di Veio, poi, l’idea di un collegamento verde tra Roma e Veio attraverso l’inviolatella Borghese e la Valle della Crescenza.
    Questa idea, verificata sul campo,, è stata fatta propria dagli allora vertici del Parco nel 2015 al punto che ne affidarono ad un architetto uno studio di fattibilità e dei relativi costi
    Parimenti il tracciato è oggi esattamente riportato nel Piano del Parco.
    Non resta che da decidere da parte delle amministrazioni competenti se procedere ed affrontare il.nodo delle proprietà private che insistono su circa metà del tracciato offrendo a cittadini e turisti ciò che è già disponibile nella Riserva dell’insugherata e in tanti altri parchi della cintura verde romana ( la green belt…).
    Quanto al termine greenway è stato utilizzato unicamente nell’accezione letterale del termine in quanto è l’unico ed il più
    diretto corridoio libero da urbanizzazioni rimasto tra Roma e Veio entro il Gra e per facilità mediatica.
    Per me resta il Roma-Veio.

    PIERLUIGI GAZZANI
    Consigliere sez. Roma Italia Nostra

  6. Bah.. per ora ancora aspettiamo il tanto agognato e promesso ingresso al Parco dell’inviolatella Borghese su via Fabbroni. illuminazione e sicurezza.. visto che andarci è un rischio tra cani pastori , cani liberi, asini, tossici e barboni che dormono dentro la casetta abbandonata ex stalla allingresso. Gli anni passano.. sempre e solo promesse..

  7. E’ sbagliatissimo scrivere cose che possono generare nelle persone inutili quanto ingiustificati timori; da tantissimi anni frequento le aree dell’Inviolatella Borghese e non mi sono mai sentito minacciato ne da cani pastore (al più abbaiano), ne da cavalli o asini, o tossici e barboni e neppure da lupi, orsi, giaguari….l’unico vero e reale pericolo per chi va all’Inviolatella sono le auto che sfrecciano sulla Via Cassia.
    Non si fa un buon servizio dicendo “è un rischio”! Il vero rischio è tenere piccoli e grandi lontani dalle aree verdi; lo facevano quelli della “Banda della Magliana” quando mettevano cartelli minacciosi all’ingresso dell’Inviolatella prima che diventasse pubblica.

  8. Il senso della Greenway, ovvero di un tracciato di collegamento pedonale, ma anche per mountain bikers e, perchè no, cavalieri, tra Corso Francia e Veio (Isola Farnese) non è soltanto quello, più evidente, di collegare attraverso zone di pregio storico-paesaggistico-ambientale le due storiche città rivali, ma anche di innervare tutta la parte meridionale del Parco di Veio, che ne è totalmente priva, con un asse di percorribilità dolce. In generale, nelle aree verdi dove si crea del passaggio i fenomeni di degrado si allontanano in quanto gli stessi cittadini diventano guardiani e disturbatori del fenomeno. E non è escluso che anche pellegrini della Via Francigena possano scegliere questo tracciato per scendere verso Ponte Milvio.
    Il problema dell’Inviolatella sta proprio nel fatto di essere ancora una grande sconosciuta tagliata fuori da un circuito permanente di fruizione, scollegata com’è dal Parco Mary Mount da soli 15 metri di Cassia Nuova e dal fatto che non si possa proseguire verso nord, versi i Campi Sperimentali ed Parchi Papacci e Volusia. E viceversa da lì verso di noi.
    Una volta rotto questo meccanismo sono certo che si troveranno i fondi per il casaletto Inviolatella ed un ponticello su Via Fabbroni. I tempi sono maturi.
    Ve lo dice uno che come dirigente del Parco di Veio ha condotto sino al 2015 tutte le operazioni di bonifica che VignaClarablog, in più di un articolo di Francesco Gargaglia, ha descritto ed apprezzato inclusa la creazione del sentiero ad anello che, purtroppo, da qualche anno tende a scomparire per disinteresse dell’Ente dove, però non lavoro più dal 2017.

    Pierluigi Gazzani

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