Viveva a Collina Fleming la giovane escursionista morta nel bresciano

Viveva a Collina Fleming la giovane escursionista morta nel bresciano

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VignaClaraBlog.it

La giovane escursionista morta in un incidente di montagna domenica 6 agosto lungo un sentiero sull’Adamello, nel bresciano, si chiamava Margherita Nardone, aveva 24 anni e viveva con la famiglia a Collina Fleming.

Era in montagna con il fidanzato, per qualche giorno di vacanza. Dopo aver passato la notte in un rifugio, nel pomeriggio di domenica, assieme ad un’altra ventina di escursionisti, stavano risalendo lungo un sentiero alpino sull’alta via dell’Adamello per raggiungere un altro rifugio quando, a quota 2500 metri, è scoppiato un violento temporale.

La pioggia scrosciante ha reso impraticabile il sentiero e, forse per un passo falso, Margherita avrebbe perso l’equilibrio scivolando e precipitando sotto gli occhi del fidanzato in un canalone lungo un centinaio di metri.

Lanciato l’allarme, l’elicottero dei soccorsi è riuscito a raggiungere il luogo dell’incidente con molte difficoltà a causa delle condizioni meteorologiche e quando il corpo di Margherita è stato trovato purtroppo non c’era più niente da fare. Dopo la constatazione del decesso, la salma è stata composta nella sala mortuaria dell’ospedale di Edolo.

Diplomatasi al Mameli, Margherita Nardone studiava Lettere alla Sapienza, amava il teatro e faceva parte di un gruppo teatrale. Sportiva, amante della montagna, era fidanzata da tre anni.

Parenti ed amici le daranno l’ultimo saluto mercoledì 9 agosto, alle 11, nella chiesa di San Bellarmino in piazza Ungheria dove si terranno i funerali.

Decine e decine i post di cordoglio e di dolore sul profilo facebook di Margherita. Struggente quello della mamma che le scrive: “...Hai attraversato la vita con un’anima lieve, con la dolcezza radiosa e leggera dei petali del fiore che porta il tuo nome… L’hai lasciata in un attimo in cui la natura ti ha rivoluta con lei, strappandoti a noi, crudele. Ora non possiamo che disperarci ma aspetto che tu ci invierai un segnale per dare un senso a questo insopportabile dolore...”

 

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