Consiglio del XV su campo rom, Tolli: “Un’occasione da non sprecare”

Consiglio del XV su campo rom, Tolli: “Un’occasione da non sprecare”

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“Ho letto che in XV ci sarà un consiglio municipale straordinario sul tema del nuovo campo rom a Roma Nord. Bene, grazie al gruppo del PD a lanciare l’idea e a chi ha scelto di raccogliere la proposta. Ora la cosa più importante è non sprecare questa occasione.”

E’ quanto dichiara  Marco Tolli, responsabile politiche del territorio del PD di Roma sostenendo che ciò di cui non c’è proprio bisogno  “è di un dibattito sul passato o su un futuro improbabile che, in ogni caso, non mi pare sia prossimo. Produrrebbe ulteriore sfiducia.”

“L’attuale campo nomadi River in via Tenuta Piccirilli, sulla Tiberina, è lì da più di 10 anni: si valuti con serenità e con elementi scientifici se i costi sostenuti dall’amministrazione e le ricadute sociali sul territorio sono ancora sostenibili rispetto ai risultati raggiunti.”

Il metodo è sostanza

“Il metodo è sostanza” sostiene Tolli secondo cui “le riunioni importanti vanno preparate. Sia l’assessore competente o il Presidente a relazionare e mettere il consiglio nelle condizioni di valutare, libero da pregiudizi.”

“Sia il consiglio a garantire, almeno questa volta, un dibattito all’altezza, a rappresentare politicamente la nostra comunità territoriale e a prendere delle decisioni che poi saranno oggetto di verifica”.

Tre punti da affrontare

Per l’esponente romano del PD “i punti da affrontare sono tre”.

“Il primo riguarda la legittimità del bando. In molti è radicata la convinzione che sia stato predisposto su misura per favorire un certo tipo di strutture (camping) e quindi dare un vantaggio al River.
Il Municipio ci liberi dal dubbio e chieda un parere formale alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.”

“Il secondo riguarda la compatibilità urbanistica e ambientale delle aree che devono essere selezionate. Il River è inserito in un contesto di edilizia ex abusiva, privo di piano attuativo anche a causa degli evidenti problemi di sicurezza. Siamo in un punto di espansione delle piene del Tevere, in un tratto non arginato e antecedente alla traversa di castel Giubileo.
Forse si dovrebbe lavorare per escludere a priori aree di questo tipo. Si eviterebbe almeno un imbarazzante paradosso che renderebbe più grave la presenza di un tavolino sulla piazza di Ponte Milvio, rispetto struttura di 400 persone sulla sponda del Tevere. Si garantisca lo stesso vigore messo in campo a Ponte Milvio”.

“Il terzo è legato al valore decisione politica. Su questo punto si misura l’autorevolezza della giunta e di tutta la rappresentanza del territorio. Il bando, per come è costruito, delimita un perimetro territoriale individuato nel quadrante nord della città. Allo stesso tempo poteva escludere altre zone, per ragioni sociali o territoriali.
Si dica con chiarezza che i cittadini di Prima Porta si sono fatti carico per 10 anni di un problema cittadino senza avere compensazioni da parte dell’amministrazione.
Per il River serve un piano di chiusura programmata, si garantisca un impegno in questa direzione.”

Le aspettative dei cittadini

“Il Presidente Simonelli può scegliere se subire la convocazione del Consiglio e giocare di rimessa, oppure fare quello che si aspettano i cittadini che in larga parte lo hanno votato: farsi protagonista di una battaglia giusta per il territorio.”

“In quest’ultimo caso – conclude Tolli – dovrebbe pretendere la presenza in consiglio di Laura Baldassare e invitare il Prefetto di Roma. Ma forse la Presidente del Consiglio si è già attivata in tal senso.”

2 COMMENTI

  1. Tutto vero e anche condivisibile per quanto riguarda sia le preoccupazioni nei confronti dei cittadini di Prima Porta, che da 10 anni ( in realtà credo anche di più) si sono fatti carico dei disagi dovuti alla presenza del Campo Rom, sia la situazione di pericolo dovuta alla collocazione del Campo Rom in zona di esondazione del Tevere. Argomentazioni giuste e sensate che però avrebbero avuto maggior forza (.. non dico credibilità) se fossero state precedute da un minimo di autocritica da parte dell’esponente del PD . I CAMPI ROM PRIMA (Rutelli) E I VILLAGGI DELLA SOLIDARIETA’ POI (Veltroni)FURONO UNA SCELTA proprio DELLE GIUNTE PD (ALLORA DS) . Questo non significa che la responsabilità di scelte sbagliate sia attribuibile del Sig. Tolli ( che all’epoca forse non ricopriva tale ruolo), ma se oggi interviene in veste di esponente romano del partito che volle il campo rom sulla tiberina, dovrebbe anche spiegare le motivazioni del cambio di rotta da parte del partito che rappresenta.

  2. Gentile Ghino, tutto vero.
    In questi anni non ho perso nessuna occasione per sostenere, con gli strumenti che ho avuto a disposizione, che quella collocazione era sbagliata. Nel 2009, ad esempio, accompagnai una delegazione di cittadini dal Prefetto. Tuttavia, credo che sia corretto riconoscere anche che fino a Veltroni c’è stato un lavoro importante verso questo pezzo di territorio: l’avvio dei piani di recupero urbanistico tiberina e s. isidoro, la nuova linea 020, la condotta idrica provvisoria, il finanziamento e la realizzazione (mai completata) della rete fognaria. Il River ospitava 400 persone (soprattutto rom romeni) e c’era il servizio di ronda garantito dai carabinieri. Con il cambio di amministrazione del 2008 si interrompe il lavoro per il territorio, il river viene ristrutturato e portato ad ospitare in alcuni momenti fino a 700 persone (arrivano gli slavi di casilino 900) e lì la struttura diventa ingestibile. E la cancellazione del servizio di ronda è un aggravante. Da allora c’è stato un progressivo abbandono della situazione. La scelta di far nascere il River è stato un errore. La scelta di abbandonare la struttura e il territorio pure. Così i cittadini sono rimasti soli. Per quello che conta si prendano le proprie responsabilità anche Alemanno, Marino e Raggi.

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