La “neo” torretta di Ponte Milvio “priva di titolo e perseguibile”

La “neo” torretta di Ponte Milvio “priva di titolo e perseguibile”

via Flaminia 451
VignaClaraBlog.it

Clamorosi sviluppi della vicenda relativa alla “neo torretta di Ponte Milvio”. Intimata la sospensione dei lavori che vengono considerati “privi di titolo” e che pertanto “dovranno essere perseguiti” qualora entro i prossimi venti giorni non venga esibito il parere positivo della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali.

La vicenda dell’edificio in costruzione in via Flaminia 451, a pochi metri da Ponte Milvio, balzata prepotentemente alle cronache negli ultimi giorni a seguito dell’azione del consigliere PD del XV Municipio Marco Paccione che ha fatto sua la denuncia del Comitato Abitare Ponte Milvio, si arricchisce di nuovi sviluppi.

Pareri vincolanti non richiesti

Sulla realizzazione dell’opera, a seguito di precisa richiesta di Paccione, si era espressa pochi giorni fa la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali dichiarando che nessun nulla osta, pur essendo d’obbligo, le era stato richiesto e lasciando intendere che se ciò fosse accaduto sarebbe stato negativo per tutta una serie di vincoli archeologici e architetturali.

Leggendo la nota, si apprende infatti che “...esisterebbero una serie di vincoli…” e che “sarebbe stato necessario un parere preventivo” mai richiesto.
Si dice inoltre che “il terreno su cui sta sorgendo il manufatto risulta interessato dal passaggio di un antico tracciato stradale prossimo alla “Vecchia Osteria di Posta” realizzata ad inizio del XIX secolo da G.Valadier...”. e che l’edificio risulta prossimo a meno di 50 metri da tale Vecchia Osteria di Posta per la quale è invece prescritta una fascia di rispetto di 50 metri misurati da ciascun lato dal perimetro dell’area individuata e che “nella Carta dei Vincoli annessa alla Carta dell’Agro Romano, l’isolato comprendente l’edificio in costruzione risulta interessato da vincolo archeologico...”.

Ce n’è abbastanza, ma non è tutto

Strano però che sul frontespizio della DIA appaia barrata la casella dando per acquisito questo parere. Come ho avuto modo di evidenziare nel corso della commissione, l’ufficio tecnico municipale è stato leggero nel non verificare la corrispondenza tra la DIA presentata e l’opera in corso di costruzione. Comunque una cosa è certa: è assurdo che la Polizia locale e l’ispettorato edilizio municipale non intervengano “d’ufficio” su opere di questa importanza.”
Così si è sinteticamente espresso su facebook il consigliere Giuliano Pandolfi (Gruppo Territorio e Gente) a margine dell’ultima seduta della Commissione Trasparenza nella quale è stata presa in esame la vicenda.

Ma la cosa ancora più strana, incalza sempre su facebook la consigliera Teresa Zotta (M5S), è che il XV Municipio era stato messo al corrente di alcune distonie nel procedimento dal Comitato Abitare Ponte Milvio che in data 12 giugno 2015 sollecitava per iscritto funzionari e amministratori municipali a dare risposte concrete ed urgenti ai quesiti sollevati.
E che cosa è successo dal 12 giugno ad oggi? Evidentemente nulla” sostiene con amarezza Zotta.

Il colpo di scena

Ma il colpo di scena è la produzione di un atto di “autotutela” da parte della Direzione Tecnica del XV.

Nello stesso, inviato alla ditta costruttrice e alla proprietà dell’area, si comunica che in assenza del parere della Sovraintendenza Capitolina la DIA è inefficace e si intima la sospensione dei lavori, mentre quelli già eseguiti saranno considerati “privi di titolo” e “pertanto perseguibili”.

Dopo di che, agli interessati vengono dati venti giorni di tempo per acquisire ed esibire il nulla osta della Sovrintendenza. Se ciò non accade decadono definitivamente tutte le autorizzazioni già concesse e l’opera in corso di costruzione dovrà considerarsi a tutti gli effetti abusiva.

Le regole sono le regole

Finalmente un primo importante risultato sulla vicenda” sottolinea Marco Paccione su facebook, spiegando che “in assenza dei chiarimenti richiesti dal Municipio, di fatto tale costruzione diverrebbe abusiva definitivamente ed i suoi proprietari verrebbero perseguiti amministrativamente e penalmente come previsto dalla legge.
“Una vittoria in termini di trasparenza e chiarezza per tutti i residenti di Ponte Milvio e del Municipio, che afferma con forza che le regole sono le regole e come tali vanno rispettate
.”

Claudio Cafasso

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Via Flaminia, 451, Roma, RM, Italia

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20 COMMENTI

  1. vittoria di Pirro! per avere abbattimento servono anni e anni…TAR..procedimenti civili e penali..resterà una struttura incompleta…
    e come al solito al municipio nulla sapevano…ma dove vivono? non vanno mai a cena a ponte Milvio e dintorni?? stanno sulla luna e vorrebbero anche essere riconfermati?

    • @Davide B
      Non intendo contraddirla, ma non c’è bisogno di andare a cena a Ponte Milvio e dintorni. La questione è molto più semplice: la denuncia è partita, giustamente, dal consigliere PD Marco Paccione. Sarebbe bastato parlarne direttamente in Municipio. Non colloquiano tra loro?Lavorano a compartimenti stagni? Ci vuole proprio un bel coraggio a chiedere la riconferma!

  2. Attendiamo il termine della vicenda e, se come sembra, si tratterà di un abuso (neanche sanabile), attendiamo le dimissioni dei responsabili amministrativi e della polizia Municipale del XV . Mi pare il minimo, in un paese civile.

  3. Direi che anche la consigliera Zotta ne fosse a conoscenza anche da prima di Paccione… quindi possiamo dedurre che il consiglio del municipio fosse informato.

  4. dimissioni?? parola ignorata a tutta la pubblica amministrazione…proprio non ne sanno nemmeno l’esistenza!
    i responsabili non si troveranno…tutti caduti dal pero e nessuno che si fa male nel cadere!

  5. Il Comitato Abitare Ponte Milvio, il primo che ormai da già quasi un anno ha posto attenzione e pubblicamente denunciato l’anomalo cantiere, segue con attenzione gli ultimissimi eventi.
    Il Comitato ha partecipato all’ultima riunione della Commissione Trasparenza e sarà presente alla prossima.
    Il Comitato ribadisce ancora una volta il proprio convinto plauso al Consigliere Marco Paccione per l’iniziativa, ancorchè tardiva, che ha inteso attivare, e gli rinnova la disponibilità a mettere in campo, come Comitato di cittadini, tutte l’attenzione e il controllo si rendessero necessari.

    Ma, con uguale serietà e rigore, come Comitato dobbiamo anche affermare che ci sembra francamente eccessivo, oltre che decisamente fuori luogo, parlare di “…vittoria in termini di trasparenza e chiarezza …… del Municipio, che afferma con forza che le regole sono le regole e come tali vanno rispettate…..”.

    Un po’ più di prudenza, per favore.

    In questa vicenda, come purtroppo anche in altre che riguardano il dilagante e incontrastato degrado dell’area di Ponte Milvio, il Municipio è stato tragicamente latitante e non è mai apparso ai cittadini, lasciati nella loro completa solitudine, come l’Istituzione democratica che “afferma con forza che le regole vanno rispettate”.

    Da maggio 2015, replicando a giugno e poi a settembre dello stesso anno, il Comitato ha “tirato per la giacca” il Municipio in forma ufficiale, scritta e protocollata, e nulla è accaduto.

    E siamo rimasti assai sconcertati, oltre che preoccupati, quando il passato lunedì in Commissione Trasparenza abbiamo assistito alla scena di incredulità e stupore nelle espressioni dei Consiglieri presenti, maggioranza e opposizione, alla vista dei nostri documenti, quelli stessi che avevamo da svariati mesi depositato al protocollo indirizzati al Consiglio e ai Dirigenti del Municipio.
    Li vedevano per la prima volta.

    Ora sarebbe meglio, da una parte non sbracciarsi da parte dell’opposizione con dichiarazioni che si interrogano sui perchè dell’inazione del Municipio, o sui motivi per i quali la “…Polizia locale e l’ispettorato edilizio municipale non intervengano “d’ufficio” su opere di questa importanza…”.
    Dall’altra, però, sarebbe opportuno che la maggioranza si riservasse un momento di riflessione prima di parlare di vittorie e trasparenze.
    Anche se chiaramente sono diversi i ruoli, maggioranza e opposizione siedono entrambe in Consiglio e nelle Commissioni e prendono visione dei documenti e girano per il territorio (si spera).
    Dunque…….

    Piuttosto, manteniamo atteggiamenti responsabili e attendiamo, con molta attenzione e vigilanza, gli esiti di questa situazione, pronto (il Municipio) ad intervenire con celerità e solerzia ad intraprendere gli eventuali altri atti conseguenti, se necessari.
    Evitando di lasciare sul campo un’ennesima ferita al quartiere che veramente non la merita.

    Saremo, poi, immediatamente al fianco dell’Amministrazione a scrivere di vittorie e di successi nel momento in cui assiteremo ad una reale inversione di tendenza, quando la stessa Amministrazione metterà finalmente mano ad un profondo processo di pianificazione globale ed omogenea e di ridisegno di questa parte di città e del suo uso.
    Quando avremo il segnale evidente di una visione progettuale coerente, dunque, a cominciare dalle minime cose (dovute?) quali il Piano di Massima Occupabilità e il rispetto delle regole di occupazione di suolo pubblico, anch’essi dimostrazione di un processo coerente di governo della città, che rimetta ordine allo spettacolo di degrado, di macchine in quarta fila, di barriere di rifiuti, di skyline “impreziositi” da selve di canne fumarie, sostanzialmente di assenza di regole.

    Il senso della città è dato anche dalla sua immagine.

    Infine, sarebbe necessario che da questa indecorosa vicenda se ne traessero insegnamenti su come andrebbe praticata una buona amministrazione della cosa pubblica.
    Per esempio preoccupandosi, in prima istanza, dell’interesse dei cittadini tutti, e non di quelli di pochi.
    Anche, finalmente, dando ascolto e credito agli stessi cittadini, specie quando questi si prendono la responsabilità di produrre esposti molto circostanziati e documentati.

    Si tratta di serietà.

    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  6. Nessuno aveva letto i documenti giacenti da 8 mesi in municipio? È uno scherzo? Vorrei sapere se il comitato, oltre agli esposti abbia mai parlato con qualche consigliere. Non è credibile che in tanti mesi tutti cadessero dalle nuvole. Sarebbe troppo grave.

  7. @ Ivana Perina
    Ho potuto conoscere l’iter della vicenda solo nell’ultima riunione della Commissione Trasparenza tenutasi il 29 febbraio.
    In quella circostanza ho appreso con grandissimo stupore che il Comitato Abitare Ponte Milvio aveva prodotto un accesso agli atti a maggio del 2015 cui avevano fatto seguito una richiesta di intervento urgente- con protocollo 12 giugno del 2015 per verificare e inibire i lavori – e un esposto urgente riguardante la canna fumaria.
    Ho visto, sempre nella Trasparenza del 29 febbraio, che richiesta ed esposto erano stati inviati all’Ufficio Tecnico e agli organi politici ( Presidente, Assessore e Presidenti delle Commissioni Lavori Pubblici e ambiente ).
    Nelle Commissioni, da giugno del 2015, mi risulta che l’argomento non sia stato mai affrontato e che nessuno dei membri ne fosse a conoscenza; nessuno ne ha mai saputo nulla; da qui lo stupore, il mio per lo meno, quando si sono visti gli atti prodotti dal Comitato.

  8. allora o i presunti destinatari non leggono oppure non hanno mai ricevuto le cose..non so cosa sia peggio! sorvolando sui vigili etc etc

  9. @Teresa Zotta
    la ringrazio della risposta che ci dice che Presidente, Assessore e Presidenti delle Commissioni Lavori Pubblici e ambiente erano destinatari della richiesta e dell’esposto, ergo o non l’hanno letta per 8 mesi o non ne hanno ravvisato il carattere di urgenza.

  10. Quisquilie potrebbe essere un termine indicato per descrivere la seduta del 29 febbraio scorso, a cui ho partecipato in rappresentanza del CDQ Karol Wojtyla . Non so se possa considerarsi piacevole ma ormai e’ abituale che queste enormi spazi temporali presi da Chi opera all’interno della pubblica amministrazione siano la prassi consolidata, quasi a farlo sembrare un Brevetto .
    Certamente non si puo indossare sempre i panni di coloro che si lamentano , ma e’ doveroso rimarcare come alcune circostanze e situazioni siano ripetitive e sostanziali nello sviluppo di pratiche Viziate , come in questo caso bastava osservare il Documento protocollato e presentato alla pubblica amministrazione da un tecnico abilitato, “edilizia privata”, l’elenco presentato aveva una richiesta di Verifica con parere Vincolante e che non ha in se la risposta ma rappresenta la domanda .
    L’ente preposto dice addirittura al municipio che non ha mai ricevuto nessuna Richiesta di Parere nel merito , però i lavori per magia iniziano e vanno avanti in tutti i sensi .
    Conoscendo la serietà e competenza del Comitato Abitare Ponte Milvio posso solo affermare, nulla di nuovo sotto il sole , si conferma la regola.
    Un Municipio per essere trasparente ha Bisogno di persone eccellenti dove l’errore non può divenire la regola altrimenti sembra calcolato , considerando che mai nessuno paga, riduce al lumicino la credibilità degli Uffici agl’occhi dei cittadini attenti , rafforzando le credenziali di Chi tende a mantenere un sistema Distorto con evidenti motivazioni .
    Per governare questi fenomeni ci Vogliono mezzi di contrasto .
    Come può una domanda incompleta essere accettata?
    Chi vigila e deve controllare la correttezza della documentazione presentata come giustifica tale circostanze ?
    Che provvedimenti prende la sovrintendenza nel merito ?
    Il direttore apicale quali provvedimenti disciplinari prende ?
    La politica che ha assistito in questi anni a centinaia di queste distorsioni cosa sta facendo per evitarle ?
    Un tecnico che presenta documentazioni incomplete oppure non congrue è perseguibile ?
    Senza dare medaglie a chi opera per una società migliore, non si può accettare che debba divenire un segugio vero Vigilante del Territorio , Paladino inconsapevole del rispetto delle regole e anche osteggiato in questo SERVIZIO GRATUITO; da tempi lunghi , risposte rinviate sempre più in là in modo da scoraggiarne il suo Onorevole Senso Civico.
    Sono cinque anni che assisto a varie situazioni burocratiche viziate da evidenti forzature , e’ compito della politica tutta, ricondurre alla funzione Corretta gl’uffici dando il Giusto Indirizzo nel rispetto delle Regole, eliminando le tentazioni che a volte possano impossessarsi di qualcuno influente e pregiudicare la buona azione politica .
    Lo so e’ Utopia , soprattutto fatemi/ci credere che ci si possa fare .
    Timidi cambiamenti non bastano.

  11. L’amministrazione che non vigila, che pur sollecitata con dovizia di esposti lascia passare mesi e mesi in modo da non intervenire è un Amministrazione color olé e complice dell’abuso e ha sulla coscienza lo scempio di ponte milvio.

  12. e in tutto ciò il Presidente e gli assessori preposti cosa fanno? Tacciono, nemmeno le scuse pubbliche per non essersi accorti, per non aver letto e studiato le carte! nessuno legge più le cose, non si ha tempo, si perde tempo in chiacchiere e strette di mano, mentre le carte con le informazioni scritte e rilevanti passano di mano in mano le opere si compiono..

  13. ma io non capisco perchè tutti contro questa piccola torretta è anche carina, faranno casino blocheranno tutto e come al solito per anni rimarrà tutto uno schifo. i residenti se ne pentiranno secondo me.

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