Michele Navarra: solo la verità, nient’altro che la verità…

Michele Navarra: solo la verità, nient’altro che la verità…

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Nato e cresciuto a viale Cortina d’Ampezzo, Michele Navarra è un avvocato penalista e un apprezzato scrittore di gialli giudiziari. Di recente ha pubblicato il suo quarto romanzo intitolato “Solo la verità” (Novecento Editore): di questo libro – solido e avvincente – e di molto altro abbiamo parlato con l’autore.

Nato a Roma nel 1968, sposato con due figlie, tifoso della Roma, Michele Navarra esercita la professione di avvocato penalista da oltre vent’anni. Spinto da un’esigenza che reputa comune a tutti, nel 2007 tira fuori dal cassetto il suo libro e pubblica “L’Ultima Occasione“, il romanzo d’esordio che certifica la nascita del personaggio dell’avvocato Alessandro Gordiani.

Successivamente arrivano “Per non aver commesso il fatto”, vincitore dei premi “Legal Drama Society” e “Albingaunum”, e “Una questione di principio”, che si aggiudica il premio “Città di Trieste – Festival del Cinema, Teatro e Letteratura”. I suoi libri, che hanno tutti per protagonista l’avvocato Gordiani, possono essere definiti “gialli giudiziari” o “legal thriller all’italiana”.

La sua ultima fatica letteraria, pubblicata di recente da Novecento Editore, s’intitola “Solo la verità” ed è un romanzo solido e avvincente ambientato a Roma.

288 pagine suddivise in 67 capitoli per raccontare un caso di colpa professionale in ambito medico con una scrittura ben ponderata, che accelera e rallenta nei punti giusti e che spesso è venata da una sottile ironia.

I personaggi e gli eventi narrati sono vividi, riconoscibili e acquistano profondità grazie anche alla particolare cura che l’autore riserva ai dettagli e alle situazioni secondarie, mentre sono tutte da gustare le pagine riservate ai “soggetti” che animano la Città Giudiziaria.

Il tortuoso iter processuale viene illustrato in termini accessibili a tutti, mentre Roma (con incursioni a Piazza Euclide e sulla Cassia) assorbe e riflette gli umori del protagonista, l’imperfetto idealista Alessandro Gordiani.

A colloquio con Michele Navarra

Il protagonista del tuo libro è un idealista imperfetto: quanto ti somiglia l’avvocato Gordiani?
Dato che svolge la mia stessa professione, è inevitabile che mi somigli un po’, soprattutto caratterialmente! Questa somiglianza era, però, maggiore ai suoi esordi, che ormai sono datati di quasi dieci anni. Poi, con il procedere della scrittura e il susseguirsi dei romanzi, Gordiani ha acquisito una sua fisionomia ben precisa, non del tutto autonoma forse, tuttavia senza dubbio diversa dalla mia. Lui, ad esempio, conserva ancora i miei stessi dubbi, ma è molto più coraggioso di me…

Forse il tema principale del tuo romanzo è la distinzione fra verità e verità processuale: perché è così difficile avvicinarle? 
navarra2.jpgÈ quasi impossibile rispondere a questa domanda. Far coincidere la verità “reale” con quella “processuale” resta una semplice aspirazione del giurista e, più in generale, di ogni uomo. Forse sarebbe meglio parlare di “utopia”.

Alle volte questa aspirazione può creare addirittura dei danni, anche seri, laddove ad esempio un giudice, pur di affermare in sentenza quella che – secondo la sua opinione – dovrebbe considerarsi la verità “reale”, fosse disposto a calpestare la “verità processuale”, che purtroppo è l’unica che dovrebbe guidare giudice, pubblico ministero e avvocato nella formazione del suo convincimento.

Fra il concetto di verità “reale” e quello di verità “processuale” corre la stessa differenza che esiste fra i concetti di “legge” e di “giustizia”, un altro dei temi che mi sta a cuore evidenziare nei miei romanzi. La legge è solo l’ombra della giustizia: applicare la legge, anche se in modo corretto, non potrà mai significare fare veramente giustizia e alla fine il risultato rimarrà o potrebbe restare insoddisfacente…

Uno dei vari aspetti che concorre a regalare spessore a “Solo la Verità” sono i ritratti dei “personaggi” della Città Giudiziaria: ci vuoi raccontare qualche aneddoto?
Potrei raccontartene a decine, dato che la realtà spesso supera la fantasia! Questi “soggetti”, con il loro modo di fare, di argomentare e di rapportarsi alla realtà, spesso risultano involontariamente tragi-comici.

Ricordo, tanto per farti un esempio, che una volta, in Corte di Cassazione, un avvocato (sicuramente convinto di essere un Principe del Foro), che difendeva un oscuro funzionario dell’ambasciata americana accusato d’aver sottratto un pacco di materiale di cancelleria per un totale di una decina di euro, arrivato il momento della costituzione delle parti, si alzò con studiata eleganza e, dopo essersi sistemato la toga con un gesto degno di un grande attore, affermò con voce stentorea: “è presente l’avvocato XY, difensore degli Stati Uniti d’America!”.

Alle vicende del romanzo fa da sfondo Roma, che restituisce lo stato d’animo del protagonista: come definiresti la nostra città?
copertina_solo_verita.jpgScusa il gioco di parole, ma Roma per definizione è “indefinibile”. E, di conseguenza, è difficilissimo per un autore descriverla. I rischi della banalizzazione e della ricerca scontata dei “luoghi a effetto” sono sempre dietro l’angolo. Quindi, quando si parla della nostra città, bisogna farlo con molta prudenza.

Roma è incredibilmente contraddittoria, meravigliosa e sporca al tempo stesso, scintillante e oscura, maestosa e decadente…e potrei ancora andare avanti a lungo! Pertanto, nei miei romanzi ho preferito ricorrere a delle brevi “pennellate” allo scopo di raccontarne qualche scorcio, qualche “angoletto”, non necessariamente nascosto, proprio per evitare di scadere nel consueto e nell’insulso o, peggio ancora, nel ridicolo.

Insomma, c’era un motivo ben valido se perfino il grande Simenon, più che descrivere Parigi, ha scelto di descriverne specifici particolari.

Qualche anticipazione sul prossimo libro?
Il prossimo romanzo è in fase di scrittura e ha superato la metà del suo percorso, tanto che ormai si appresta ad imboccare la strada che lo porterà alla sua conclusione, che però non so ancora quale potrà essere… Anche questa volta si tratterà di un caso di malasanità, con la differenza che le conseguenze dei presunti errori dei medici saranno molto più tragiche. Il protagonista sarà sempre l’avvocato Gordiani, il quale, per la prima volta nella sua “carriera letteraria”, si troverà ad assistere la parte civile…

Giovanni Berti

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