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Parco dell’Insugherata - accesso inibito ai cittadini, ma vi si costruiscono grandi ville

30-Novembre-2008 | 3:42 |
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Una lettera aperta di un cittadino al Sindaco di Roma ed al Presidente del XX Municipio. Le foto e la storia. Un cancello per decenni aperto ed ora sbarrato perché ‘proprietà privata’.     

panattoni.JPG“La chiusura degli accessi di Via Panattoni alla Riserva Naturale dell’Insugherata, chiusura avvenuta mesi fa, ha impedito a centinaia di residenti di poter accedere ad un’area verde istituita con una Legge Regionale. Nel frattempo continua la costruzione di alcune grandi ville proprio nella zona umida, rifugio di numerose specie acquatiche. Roma Natura da una parte dichiara che nelle riserve non si entra, dall’altra autorizza (?) la costruzione di manufatti in una delle zone più sensibili della riserva a pochi metri dal Fosso dell’ Acqua Traversa”.  Così scrive un cittadino al Sindaco Alemanno ed al Presidente Giacomini. E la lettera prosegue..

“La Cooperativa CLIMAX se ne sta alla finestra a guardare e organizza eventi  sulla biodiversità. La riserva chiusa ai residenti della zona Cassia-Tomba di Nerone, mega ville in costruzione ed eventi sulla bio-diversità: questa è Roma Natura? O  forse gli accessi sono stati chiusi per impedire ai residenti di vedere lo scempio che avviene nell’ area a ridosso del fosso? Decine di carcasse di scooters rubati, montagne di rifiuti, il depuratore di Tomba di Nerone riempito di detriti e calcinacci, quad e moto che scorrazzano indisturbati…..e le ville del Signor G. in costruzione ad appena 10 metri dal Fosso dell’Acqua Traversa, fosso che alcuni anni fa è esondato allagando l’ intera area e Via Panattoni e Via dell’ Acqua Traversa. E chi deve vigilare in nome dei cittadini che fa?”

Così il 29 Novembre 2008 alle ore 00.51 il sig. Francesco Gargaglia (che ci ha autorizzato a pubblicare i suoi dati),  residente in  Via Azzarita 195, scrive con una email  al  Sindaco di Roma Gianni Alemanno, all’Assessore all’Ambiente del Comune Fabio De Lillo, Al Direttore del X Dipartimento del Comune B.Cignini, al Presidente della Commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori, ai capigruppo del Consiglio Comunale, al Presidente del XX Municipio Gianni Giacomini, al Presidente del Consiglio del XX Municipio Simone Ariola, ai capigruppo del XX Municipio,  alle redazioni di quotidiani e TV sia nazionali che locali. Ed a cosa si riferisce quando parla di ville in costruzione all’interno del Parco dell’Insugherata, senza che un solo cartello sia stato apposto come legge vuole ?

E’ una denuncia dirompente quella del sig.Gargaglia, che non potrà passare inosservata, ci auguriamo, e che fa seguito al nostro servizio del 15.5.2008 nel quale, documentando fotograficamente un nascosto insediamento edilizio all’interno del Parco dell’Insugherata, ci facevamo interpreti e portavoce dello  sconcerto, della rabbia e dello stupore dei cittadini residenti in via Panattoni e dell’intera zona Cassia-Tomba di Nerone che da un giorno all’altro si son visti inibire, nel mese di maggio 2008, un loro diritto acquisito da decenni: quello di accedere, di rilassarsi, di far giocare i bambini, di passeggiare, di respirare aria pulita nel verde e nel silenzio del Parco dell’Insugherata - una “Riserva Naturale” istituita con la Legge Regionale n.29 del 6 ottobre 1997 - tramite un cancello che negli ultimi decenni era stato sempre aperto al pubblico e che nel Maggio 2008, notte tempo, è stato sbarrato con una catena e con un cartello con la scritta ” stop - proprietà privata”.
E’ pur possibile che in una Riserva Naturale esistano aree di proprietà privata - così ci hanno spiegato - ma è possibile che venga improvvisamente impedito l’accesso ai cittadini, quanto meno alle aree di rispetto che sono pubbliche ?  E soprattutto è possibile che ciò accada non per mano pubblica ? Il quesito lo ponemmo, sollecitando il loro intervento, al Presidente del XX Municipio Gianni Giacomini ed all’Assessore ai Grandi Parchi Giuseppe Molinari con una nostra mail delle 17.40 del 9 Luglio 2008. Non pretendevamo una risposta ma auspicavamo un interessamento. La prima non è ancora arrivata ed il secondo, stando alla denuncia del cittadino, parrebbe non esserci ancora stato. Nel frattempo i lavori continuano - che siano regolari o no non è dato di saperlo - com’è evidente da queste foto

 

E nonostante anche una ferma presa di posizione di Luigi Camilloni, Presidente dell’Osservatorio Sociale, che con un suo comunicato del 22.7.2008 invocava un’immediata applicazione della legge sulla vigilanza sugli abusi edilizi all’interno dei parchi regionali del Lazio - legge approvata nella stessa data dal Consiglio regionale - nel frattempo i lavori continuano ed il cancello continua ad esser sbarrato (ma prima dello sbarramento è servito - a detta dei residenti - per far passare i camion con i materiali edilizi), con buona pace di chi dovrebbe vigilare e di chi, mamme, bambini ed anziani, fruivano di uno stupendo verde pubblico ed ora sono costretti ad accontentarsi di passeggiare sull’asfalto di via Panattoni guardando sconsolati quel cancello chiuso.  

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Parco dell'Insugherata, Roma Nord, Osservatorio Sociale, Cronaca del XX Municipio, Ambiente, Comune di Roma, VignaClaraBlog, Lavori in corso, XX Municipio, Vigna Clara, Attualità
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29 risposte

Camillo | 30-Novembre-2008 | 20:25

Apprezzando le iniziative del tipo “Lettera Aperta” mi domando se, una letterina, non sia il caso di inviarla anche ad uno (o più) dei seguenti indirizzi:

Tribunale Ordinario di Roma

Presidenza
Via Golametto, 11 (P.le Clodio) centralino 06-38791
00196 Roma (RM)

Dirigenza
Via Golametto, 11 (P.le Clodio) centralino 06-38791
00196 Roma (RM)

Settore Civile
Viale Giulio Cesare, 54/b centralino 06-35771
00192 Roma (RM)
Via Lepanto, 4 centralino 06-323981
00192 Roma (RM)

Settore Lavoro
Viale Giulio Cesare, 54 centralino 06-323981
00192 Roma (RM)

Settore Penale
Via Golametto, 11 (P.le Clodio) centralino 06-38791
00196 Roma (RM)

Cristiano | 1-Dicembre-2008 | 2:32

Ieri correndo, e soffermandomi a vedere l’avanzamento dei lavori, degli operai sono usciti dal fabbricato e mi hanno fatto “cenno” di andarmene.
Questa arroganza m’è parsa mafiosa.
Sono anche u pò intimorito perché quando vado a correre appunto, non c’è anima viva intorno, e non vorrei che dalle intimazioni si passasse ad altro.

Io all’Insugherata però non rinuncio.

Francesco | 1-Dicembre-2008 | 10:49

Caro Cristiano, da ani frequento l’ Insugherata e la ritengo una zona totalmente sicura; quanto agli operai che ti hanno fatto cenno di andartene farebbero bene invece ad applicare le misure di sicurezza visto e considerato che lavorano sui tetti senza alcuna protezione!
Nessuno dei residenti deve rinunciare al “diritto” di accedere ad un’area verde gestita con i soldi del contribuente!
Sarebbe forse il caso di costituire un Comitato Spontaneo per la Riserva Naturale dell’ Insugherata.

Cristiano | 1-Dicembre-2008 | 13:13

Di legalità in quei lavori non ce n’è l’ombra.
Se vogliamo formare un comitato spontaneo coordiniamolo pure su questo blog, che è tra le poche cose che mantiene a galle la sensibilità su questo problema.

Camillo | 1-Dicembre-2008 | 20:20

Io sono un tipo ingenuo… i comitati spontanei sono una splendida cosa quando le vie “normali” falliscono.

Nel caso specifico è stato posto qualche quesito al Municipio? Al Comune? Alla Regione? Sono stati fatti degli esposti, delle segnalazioni alla P.S., ai Carabinieri? Al Corpo Forestale ? Io, personalmente, di questa storia non so nulla, se non quello che leggo qui…, se no mi attiverei… una raccomandata a.r. non costa molto.

Se queste vie “ordinarie” resteranno senza esito…, allora ci vorranno i comitati spontanei: per avere notizie del Parco e del perché nesuna delle Autorità interpellate si è degnata di una risposta.

Grazie

Maurilia | 1-Dicembre-2008 | 23:06

Camillo, non sono d’accordo. Guarda le vicende di via Mastrigli: le denunce dei singoli non hanno avuto alcun effetto. Solo quando si sono uniti tutti creando il comitato dei cittadini hanno ottenuto qualche risultato sia concreto sia di visbilità al loro grave problema. L’unione fa la forza. Ciao
Maurilia

chiara | 1-Dicembre-2008 | 23:12

è uno scandalo

Cristiano | 1-Dicembre-2008 | 23:47

Ciao Camillo leggi quest’altro articolo di vignaclarablog:http://www.vignaclarablog.it/200805152162/cassia-via-panattoni-chiuso-da-ignoti-laccesso-al-parco-pubblico-dellinsugherata/

fabrizio | 2-Dicembre-2008 | 11:55

che tristezza e che ingiustizia!
sono anche io dell’idea di sfruttare questa enorme potenzialità di internet per fare una bella interrogazione sottoscritta da tanti cittadini!

Associazione parco dell'Insugherata | 2-Dicembre-2008 | 12:07

L’immobile in foto è stato ristrutturato in modo apparentemente abusivo. Ognuno di noi che fraquenta l’Insugherata ricorda che si trattava di un rustico ad un piano quando ora se ne vedono due. Può darsi che i costruttori abbiano restaurato in difformità dal permesso di costruire. Romanatura ( Via Igomenizza 81) non può (speriamo…) aver dato l’ok contro legge (art.8 l.r. 29/97) e dovrebbe far sequestrare il villino. Per ora il piano d’assetto del parco è stato sospeso al Consiglio di Stato dallo stesso signor G che sta costruendo. Nel piano c’era anche l’accesso pubblico da Via Panattoni.

giorgio | 2-Dicembre-2008 | 12:23

come è possibile entrare in contatto con l’Associazione Parco dell’Insugherata ?
c’è un indirizzo email al quale fare riferimento ?
grazie

Francesco | 2-Dicembre-2008 | 17:47

Caro Camillo, dopo la chiusura degli accessi di Via Panattoni sono state inviate comunicazioni (per posta elettronica e ordinaria, telefonica ecc.) a quotidiani, giornali di quartiere, striscia la notizia, le jene, WWF, Italia Nostra, Corpo Forestale dello Stato, Roma Natura, Cooperativa Climax, 060606 del Comune di Roma oltre alle comunicazioni fatte arrivare attraverso vari modi al XX Municipio.
Mancano solo le FF.AA!
I Comitati Spontanei (proprio perchè apartitici e apolitici) possono essere, attraverso raccolta di firme, mostre fotografiche, manifestazioni varie, una soluzione (anche se non è detto!!!). Comunque varrebbe la pena provarci.

amedeo | 2-Dicembre-2008 | 19:00

SALVE A TUTTI
Ho da poco lasciato un commento sull’articolo scritto inizialmente su questa vicenda e vorrei inserirlo anche in questo nuovo articolo al fine di poter spiegare e chiarire alcuni dei punti che sono trattati nell’articolo stesso.
Ho letto con attenzione il presente articolo come quello precedente ed i commenti che avete lasciato e ho risposto ad alcuni di voi nel mio precedente intervento al quale rimando alla pagina http://www.vignaclarablog.it/200805152162/cassia-via-panattoni-chiuso-da-ignoti-laccesso-al-parco-pubblico-dellinsugherata/.

In PRIMO LUOGO vi voglio spiegare la differenza tra una zona vincolata ed un parco pubblico.
La zona vincolata è un terreno, di proprietà di un soggetto, privato o istituzionale che sia, sul quale gravano dei vincoli che possono essere di varia natura. Nel caso in oggetto il parco dell’Insugherata pone dei vincoli di natura paesistica, altri relativi alla fruizione del terreno altri relativi alle possibilità edificatorie ecc… ma la proprietà di quel particolare terreno è del soggetto che lo possiede: è una PROPRIETA’ PRIVATA e la Costituzione Italiana all’Art. 42 recita: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge“
Alcuni terreni, vincolati o meno, sono invece della pubblica amministrazione la quale può decidere di aprirli al pubblico: nel caso del parco dell’Insugherata, che ha una estensione di circa 700 ha, la zona di proprietà pubblica è di circa 600 ha. gestita dall’ente di gestione dei Parchi del Lazio, Roma Natura, mentre la parte rimanente è di proprietà di singoli soggetti privati.
In particolare in merito alla chiusura del cancello, lamentata nell’articolo presente ed in quello precedente, vi devo informare che dà accesso ad una PROPRIETA’ PRIVATA ed è per questo che è stato chiuso. Ogni violazione di tale proprietà è dunque perseguibile a termine di legge.
Ciò non toglie che, accedendo da altre parti (per un elenco degli accessi autorizzati al parco vi consiglio di chiedere all’Ente di Gestione Roma Natura) la fruizione del parco è non solo possibile ma anche piacevole e la consiglio a tutti.
In SECONDO LUOGO, in merito ai due fabbricati di cui sono pubblicate le foto.
Tali fabbricati appartengono alla mia famiglia dal 1932, prima che venisse costruita anche una sola delle case di via Italo Panattoni, per non parlare di quelle della Cassia.
Prima di morire mio nonno li lasciò, ruderi come erano, a me e mia sorella, io avevo allora 17 anni. In virtù delle successive trasformazioni del terreno e dei vincoli, sempre più stringenti, posti su un terreno che ai tempi di mio nonno era edificabile al pari di quello sul quale sorgono le vostre belle case, per ottenere i permessi necessari a ristrutturarli, quelli che tutti i “normali” edifici ottengono in 30 giorni (presentato una DIA), ho impiegato circa 15 anni!
Vorrei che tutti sapessero, per evitare inutili perdite di tempo, a voi ed ai pubblici uffici con i quali interloquite, che per il restauro conservativo delle case sono stati ottenuti TUTTI i necessari nulla osta e permessi e che non verrà fatto, in difformità dai permessi ottenuti, nessun tipo di altro intervento.
Vi vorrei anche rassicurare sul fatto che questi fabbricati, quando finalmente riusciremo a terminarli, saranno le case mie e di mia sorella e non, come ho sentito dire da qualche membro di uno dei vari comitati, delle Club House o altre cose fantasiose dello stesso genere.
Nel frattanto siamo un po’ cresciuti, mia sorella si è sposata ed ha avuto due figli, io ho festeggiato i 40 anni!
Il fatto non poter usufruire di un nostro bene per un tempo mostruosamente lungo non ci è stato compensato in alcuna maniera!
Il fatto che le nostre case affacciavano su una magnifica collina verde, che adesso è un’unica colata di cemento ed ha deturpato il panorama che mio nonno amava e per il quale ha evitato di costruire i terreni di sua proprietà, non ci viene riconosciuto in alcun modo. ANZI! Inspiegabilmente pare che tutti voi, cari dirimpettai, vi siate coalizzati per danneggiare chi sta semplicemente cercando di ridare un aspetto civile a due fabbricati rurali che sono li da oltre 60 anni, che cura il terreno sul quale voi avete il privilegio di affacciare (ed al quale si deve il valore delle vostre case…) con molto più amore di quanto voi ne possiate mai avere.
Vi voglio raccontare un episodio curioso: diversi anni fa è morto un pino, uno dei circa 600 che piantò mio nonno quando era giovane, e per la precisione questo pino era accanto alla mia casa (l’edifico più in alto tra i due ben rappresentati nelle foto), cadendo il pino ha distrutto circa 30 mq di tetto, danneggiato il muro perimetrale, per non parlare del pericolo. Ebbene qualche vicino ha fatto una serie di denuncie e mi sono trovato a dover rispondere alle domande dei vigili del fuoco, delle guardie forestali, dei carabinieri, della polizia municipale e della polizia di stato! Ho perso giornate a fare sopraluoghi con ognuno di loro e chiaramente, dopo aver visto il fatto, si sono resi conto di come stavano le cose.
Bene lo stesso tipo di atteggiamento è rivolto ad ogni tipo di nostra azione.
Affinché voi lo sappiate abbiamo chiesto numerose volte alla pubblica amministrazione di ESPROPRIARE i nostri terreni riconoscendoci il giusto compenso, ma pare che non ne abbia la minima intenzione o forse il denaro necessario.
Abbiamo presentato dei progetti per l’apertura alla pubblica fruizione, con la creazione di un punto qualità verde e l’accesso al parco, ma anche questa richiesta è caduta nel vuoto.
Attualmente stiamo studiando la possibilità di creare tanti piccoli orti da affittare a chi vorrà coltivare direttamente, sotto casa, le proprie verdure. Se vi sembra che sia una cosa interessante vi propongo di trovare il modo di unire le forze per realizzare un progetto che possa creare un beneficio per chi abita nei pressi del nostro terreno, senza danneggiare noi.
Amedeo Gambino

Camillo | 2-Dicembre-2008 | 19:23

Caro Francesco: tralasciando le testate giornalistiche che, facendosi scudo della libertà di stampa, riportano quanto meglio loro aggrada… se la segnalazione è stata inviata al Corpo Forestale dello Stato (che fanno parte delle FF.AA. , che dunque non mancano…!) la Forestale dovrebbe avere l’obbligo di dar una risposta - al pari del Municipio o del Comune. E se questa risposta non arriva, trattandosi di illeciti di carattere penale, ed essendo in questo paese - ancora, e purtroppo - l’azione penale obbligatoria, si può provvedere a fare una segnalazione alla Polizia Giudiziaria presso la P.S. a Ponte Milvio, non credete?

Nella fattispecie è molto interessante, articolata e completa la risposta che il Sig. Amedeo Gambino da nell’articolo su via Panattoni e - mentre scrivo - qui sopra. Non ho particolari motivi di dubbitare delle sue affermazioni e, magari, sarebbe utile vedere come qualcuno degli intervenuti in precedenza le commenta.

A me pare ovvio che esistano delle differenze, all’interno di aree protette o Parchi Naturali, tra Terreno Pubblico e terreno privato.. entrambi sono “protette” e “vincolate”… ma la proprietà privata è - appunto - privata… e senza l’autorizazione del proprietario non ci si può accedere. E non ha senso parlare di diritti acquisti…

P.S.: la questione della segnalazione all’A.G. presso la P.S. vale per tante altre cose… (”casetta” di via del Podismo…)

aragorn | 2-Dicembre-2008 | 21:15

Francamente mi si stringe il cuore.
Pensare che dalla tenera età di 17 anni chissà dove ha dimorato !
Per lunghi e terribili ventitreanni ha dovuto migrare ramengo !
Con la sorella , perchè anch’ella priva di dignitosa dimora.
In più , per il colmo dell’indigenza hanno dovuto pure vendere beni ed immobili per pagare le tasse !
Quando uno dice che il destino s’accanisce !
L’improvvisa e funesta dipartita del pino poi, con tutte le seccature postume che ha comportato ! Come se non fosse stato sufficente lo struggente ricordo dello stesso.
Ma Signori si nasce e come diceva Totò , lui nacque.
E quindi anche se gli è stato deturpato il verde della collina di fronte ( e causa di ciò sono i vostri immobili ! Non fate finta di nulla ! ), anche se ha dovuto attendere 15anni , il Signore è sempre un Signore.
E così , memore dei fasti antichi , ripristina per voi , la mezzadria.
Con annessa decima al clero e poi chissà , lo ius primae noctis .
Se quindi all’alba andrete con semenze e vanga , non verrete respinti.

Ma detto ciò e non dubitando di una sola parola riferita da Gambino , mi domando se sia logico che per entrare in uno spazio pubblico ci si debba comportare come se si entrasse in un labirinto.
Moh, andate a vedere.
E’ tutto steccato e recintato.
E quale è lo spazio libero e pubblico e quale quello privato ?
Il pubblico è all’interno del privato così da risultare non fruibile ?
Davanti alla Marina c’è un’interminabile rete di recinzione che può essere sì scavalcata ma c’è.
E come afferma Gambino , il dubbio di essere in difetto esiste.
Dalla parte del cancello , a questo punto manco a parlarne.
Sul proseguio della via sono stati eretti muri e staccionate per proteggere spazi che vorrei sapere di chi sono e perchè sono .
Poi c’è il tennis eppoi è finito.
Quindi se volessi entrare , dove vado ?
Da dove entro ?
Mica dovrò prendere la macchina per andare a trovare un pertugio ammesso che esista per fare una passeggiata a piedi ?
Chissà se visto l’incipente periodo natalizio , la circoscrizione non ci fa un regalo chiarificatore per via panettoni , come dice Gambino alla Redazione ?

Francesco | 3-Dicembre-2008 | 0:09

Non si può dubitare delle parole e della correttezza del Signor Gambino (anche se qualcuno maligna sul suo cognome…..).
Certo è , Gentile Signor Gambino, che viviamo in un paese ben strano.
Da una parte un Ente, Roma Natura, che con i soldi del contribuente gestisce un’area pubblico-privata: pianta centinaia di cartelli con su scritto Riserva Naturale, mette tabelle illustrative, realizza attraverso la CLIMAX itinerari di visita (sentiero dello scricciolo, sentiero della natrice…), invita i romani a prendersi qualche ora e a percorrere i sentieri della riserva. Dall’ altra il povero cittadino che percorrendo questi sentieri viene preso a male parole da cavallari, butteri e coltivatori diretti che vantano il loro diritto alla proprietà… fino a quando non trova gli accessi…..sbarrati! E allora chiama Roma Natura e si sente rispondere che si tratta di una Riserva e che nelle riserve non si entra, neanche con il cane (perchè la cacca di cane inquina!); e alla logica obiezione che ci sono gli itinerari di visita si sente rispondere che in ogni caso l’ ingresso nella Riserva è subordinato alla disponibilità di butteri e coltivatori.
E’ ancora un paese ben strano quello, Signor Gambino, che autorizza, in un area segnalata come Riserva, il “restauro conservativo” di ruderi risalenti a circa 70 anni fa (anche se sulle immagini satellitari di Google- Earth di rudere ne appare uno solo attorno a cui sta sorgendo una grande villa) posizionati per giunta a pochi metri da un fosso a rischio esondazione….
Certo è, Signor Gambino, che nessuno vuole privarla di un suo diritto tanto meno del diritto ad avere una casa; quello che i residenti chiedono è la possibilità di accedere alla Riserva senza dover percorrere magari 15 chilometri per cercare un ingresso “ufficiale”. Basterebbe un piccolo varco così Lei potrebbe avere le sue case e gli orti da affittare mentre centinaia di famiglie potrebbero riavere le loro passeggiate…con cane (ma la cacca del cane inquina veramente?).

giorgio | 3-Dicembre-2008 | 10:38

Buongiorno,

Sul sito di Roma Natura

http://www.romanatura.roma.it/popups/insugherata_accessi?riserva=insugherata

sono indicati 4 punti di accesso al parco dell’insugherata.

Questi sono:
- Via S. Antoniano (via cortina d’ampezzo)
- Via Castagnola (via cortina d’ampezzo)
- Via Tomba di Nerone (via cassia)
e Via Italo Panattoni.

L’accesso di Via Panattoni indicato sulla mappatura corrisponde all’accesso che adesso è stato chiuso al pubblico.

Adesso io non so se la mappa sia sbagliata o corretta, comunque dovrebbe essere semplice verificare con Roma Natura questa informazione.

saluti,

Associazione parco dell'Insugherata | 3-Dicembre-2008 | 17:48

L’informazione fornita da Giorgio è esatta: nel piano di assetto è previsto un ingresso ufficiale nel parco da Via Panattoni. Purtroppo, come abbiamo già scritto, il signor G ha impugnato al TAR ed al Consiglio di Stato il piano di assetto del parco. Al TAR ha perso (c’era l’avvocato) ma al Consiglio di Stato ha vinto ( qui Romanatura ha deciso di non mandarci l’avvocato). Stando così le cose, il parco è tutto fermo da un anno circa. Nel frattempo gli speculatori si stanno sbrigando a costruire prima che il piano gli imponga un vincolo conformativo (non espropriativo). La qual cosa significa che una volta che c’è il piano di assetto nessuno espropria niente ai proprietari delle aree nel parco ma questi dovranno adeguarsi alle prescrizioni di tutela e valorizzazione (passaggio pubblico sul sentiero privato di Via Panattoni, opere dirette alla fruizione pubblica del parco, …) ed in cambio potranno utilizzare i finanziamenti UE, anche a fondo perduto. Operativamente: si può chiedere a Romanatura di controllare gli abusi segnalati e di spingere per una nuova udienza al TAR sull’argomento, così almeno la situazione si sblocca. La mail dell’associazione parco dell’insugherata (API) è insugherata@gmail.com .
Ciao

VignaClaraBlog.it » Parco dell’Insugherata - è in arrivo Robin Hood | 4-Dicembre-2008 | 16:06

[…] lettera aperta di qualche giorno fa che ha avuto il merito di accendere un interessante dibattito (leggi qui) consentendo di fare chiarezza su un tema sul quale tanto si parlava  e poco si sapeva: […]

CCVC | 15-Dicembre-2008 | 12:45

Nel rispetto dei diritti alla sicurezza e alla riservatezza dei proprietari dei fondi privati all’interno del Parco dell’Insugherata, il CCVC richiede l’immediato ripristino dell’accesso al Parco come previsto e segnalato dal sito di Roma Natura http://www.romanatura.roma.it/popups/insugherata_accessi?riserva=insugherata

Intendiamo discutere con i proprietari dei fondi interessati eventuali modalità di accesso al Parco ed passaggio senza ledere i diritti dei privati. In caso, siamo disponibili a patrocinare in Consiglio Municipale e Comunale una soluzione che soddisfi interessi privati e pubblici.

Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti
email: ccvcronisti@live.it

Cristiano | 17-Dicembre-2008 | 14:08

Riapri quel cancello e falla finita!

Guido | 23-Gennaio-2009 | 12:09

Il fatto che il Consiglio di Stato abbia bloccato il piano di assetto e’ uno scandalo e ancora piu’ scandaloso che non ci sia stato un avvocato (ma e’ vero?) nell’udienza da parte di RomaNatura (ma era lei la controparte o la Regione?).
Vorrei tanto sapere le motivazioni del ricorso…..

Saluti

David Massaroni | 27-Gennaio-2009 | 0:36

Comprendo il problema dell’accesso di via Panattoni, ma nulla toglie che è possibile entrare nella riserva, facendo poche centinaia di metri, anche attraverso i seguenti accessi:

via dell’AcquaTraversa:
http://maps.google.it/maps?hl=it&q=acqua+traversa+roma&ie=UTF8&ll=41.956873,12.447553&spn=0,359.972019&z=15&iwloc=addr&layer=c&cbll=41.956977,12.447259&panoid=0AiMhRbUTS3Bpe2JbCWXDQ&cbp=12,182.47898989630917,,0,-7.708546045538156

Tomba di Nerone:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=+Via+Tomba+NERONE+roma&sll=41.966574,12.45635&sspn=0.042886,0.055962&ie=UTF8&ll=41.964373,12.441695&spn=0,359.98601&z=16&iwloc=addr&layer=c&cbll=41.964325,12.441597&panoid=enjoXEhphnQmd8zrh_Sa9g&cbp=12,220.03852469346125,,2,-1.091917274067317

Ci sarebbe anche un accesso su via Campodimele di cui posso confermare il passaggio fino a poco più di un mese fa. Credo che l’accesso alla riserva sia anche una questione di volontà, non ne farei un dramma. Immagino che a tutti faccia piacere avere l’accesso di fronte casa: al momento però è possibile avvalerci di queste valide alternative. David Massaroni

Cristiano | 18-Febbraio-2009 | 12:28

Il finale dunque è che Gambino fa come gli pare!
Mettici il numero civico allora!

Cristiano | 27-Marzo-2009 | 16:30

ma la piscina ce la metti?

Francesco | 27-Marzo-2009 | 18:33

Mi riferisco alla e-mail del Dott. Massaroni relativa agli accessi alla Riserva. E’ ovvio che non si può pretendere di avere gli accessi sotto casa (se uno lo chiede vuol dire che è un imbecille!) ma le cose stanno in modo diverso. Innanzi tutto non ci sono centinaia di metri tra un accesso e l’ altro ma chilometri: esattamente 2,2 tra Via A. Traversa e Tomba di Nerone e circa 4,5 tra Via A. Traversa e Via Campodimele. Quanto ai varchi (perchè sono tali) non ispirano certo fiducia ai possibili fruitori soprattutto per il gran numero di cartelli che indicano il DIVIETO DI ACCESSO e la PROPRIETA’ PRIVATA.
Comunque ha ragione il Dott. Massaroni: per entrare nella riserva bisogna avere molta buona volontà.

Fabrizio Azzali | 27-Marzo-2009 | 19:55

@ David
Grazie per l’indicazione sull’ingresso di Via Acqua Traversa.
Domani lo provo in bicicletta e vi tengo aggiornati.

paola carra | 13-Giugno-2009 | 23:13

caro Mr. Gambino,

sono anni che seguiamo con attenzione (ed impotenti!!) i lavori di “restauro” che lei sta facendo della vecchia casetta di contadini e della porcilaia (che nel frattempo è diventata un enorme casone). Sono circa 4 anni che assistiamo a scavi, potature (e tagli) di alberi, ben oltre il semplice restauro che aveva dichiarato di voler fare, e i lavori non sembrano finire…

Lei dichiara di amare molto la vallata che le fu lasciata da suo nonno. Spero che riesca ad amarla e a rispettarla come abbiamo sempre fatto noi altri cittadini della zona Cassia, ed in particolare noi, suoi dirimpettai.

Mi auguro che il suo amore per la valle sia tanto grande da rispettare il suo “silenzio” e che, in occasione di una futura festa, non ricorra più ad una tale amplificazione di strumenti. Devo dire, ha avuto il merito di interrompere il frastuono verso le 10,30. Ma mi permetta di dubitare che in futuro “si comporterà bene” e mi permetta di sentirmi molto molto preoccupata e decisamente insospettita, come molti altri miei concittadini.

Mi auguro che le sue parole, quelle che scrisse circa un anno fa in risposta a questo blog, siano sincere e che non ci si trovi a dover avviare una terribile battaglia legale per vedere rispettata la natura che è di noi tutti, le sue piante, i suoi animali che sono protetti proprio perché in questa zona rappresentano una ricchezza ambientale per tutti noi.

Intanto noi attendiamo alla finestra e stiamo a vedere cosa lei deciderà di combinare.

A proposito! Gira voce (spero che non sia vero) che le due casone non siano più di sua proprietà e che siano state già vendute. E’ vero?

Mi auguro di ricevere una sua risposta. Un saluto.

Paola Carra

amedeo gambino | 9-Novembre-2009 | 15:02

Gentile Sig.ra Carra,
scusi se ho fatto passare tanto tempo prima di darle una risposta ma leggo solo ora il suo commento.
Le rispondo brevemente ma spero di poterla tranquillizzare.
In relazione ai lavori di restauro mi rifaccio al precedente intervento che confermo integralmente.
In relazione a voi dirimpettai vi ricordo che la zona dove sorgono le vostre abitazioni era, quando io ero piccolo, esattamente uguale alla zona dove sorgono le nostre due case, che poi non sono dei casoni ma delle ex case rurali restaurate. Quello che non capisco è il perchè di animosità nei nostri confronti. Un giorno mi piacerebbe montare un bel telo riflettente legato a centinaia di palloncini in modo che possiate tutti vedere quale scempio costituiscano le vostre di case che io sono costretto a vedere ogni giorno!
Ma queste sono cose vecchie.
In relazione alla musica si è trattato di un giovane operaio che ha voluto far sentire ai colleghi il suo nuovo impianto stereo della macchina e che per questo è stato da me allontanato dal cantiere. Anche io tengo al rispetto delle regole e non vedo perchè lei dovrebbe dubitare che io “mi comporti bene” e da come lo scrive sembra che sia una specie di detenuto in libertà vigilata!
Infine la rassicuro in merito alla proprietà delle case, una è mia e l’altra di mia sorella e non abbiamo intenzione di vendere a chicchessia.

Infine le note positive.
Come forse saprà ho concordato con RomaNatura un sistema per consentire di riaprire il varco da via panattoni. Per fare questo sono però necessari diversi lavori tra i quali, soprattutto, la creazione di un nuovo ponticello ciclopedonale per scavalcare il fosso ed accedere al terreno comunale (che, le ricordo, è locato ed è quindi un terreno privato). Gli altri lavori previsti prevedono la creazione di un punto di accesso alla riserva dotato di servizi igienici, la creazione di una zona dove sia consentito agli affittuari del comune di vendere i prodotti agricoli da loro coltivati (in cambio della loro autorizzazione al passaggio nei loro terreni) e della creazione di una sorta di fattoria didattica per i bambini affetti dalla sindrome di down.
Il progetto è visibile a questo link: http://www.archiportale.com/progetti/amedeo-gambino/roma/convenzione-parco-insugherata_19189.html ed è stato da me curato, senza compenso ovviamente, con la partecipazione dell’Ente RomaNatura. Attualmente stò discutendo con il X dipartimento per l’ottenimento di una sovvenzione per la realizzazione del tutto o almeno di una parte.
Questo è quello che ho fatto. Senza compenso e senza contropartita. Senza polemiche. Adesso le chiedo: voi cosa avete fatto? In realtà un suggerimento lo avrei: se invece di scrivere e pensare male di quello che facciamo ci parlaste (per esempio il sig. Gargaglia è a conoscenza di tutto quanto le sto scrivendo e mi sembra molto attivo per la salvaguardia della riserva) e cercaste di trovare delle soluzioni non sarebbe meglio? Se canalizzaste tutte queste energie nel fare quelche cosa di concreto, magari un comitato per la realizzazione dell’accesso che trovi sponsorizzazioni o convogli volontà politica…
Resto a disposizione sua e di altri.
Cordialmente
Amedeo Gambino

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