Foro Italico, dopo l’obelisco anche le statue sono state ingabbiate

Foro Italico, dopo l’obelisco anche le statue sono state ingabbiate

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obelisco-incartato.jpg Riflessioni di Sandro Bari. Il Complesso del Foro Italico è soggetto a vincoli monumentali, a vincoli paesaggistici, al Piano Territoriale Paesistico ed infine rientra nell’Area di Tutela Orientata (gli indirizzi della quale “sono orientati al ripristino dei caratteri originari mediante la ricostruzione della continuità fisica e panoramica del sistema insediativo”). Il tutto sulla base di una sequela di leggi, disposizioni e norme attuative che non sto qui ad elencarvi. Insomma, nel Municipio Roma XX esiste un complesso di importanza storica,urbanistica, monumentale, architettonica unico al mondo, eccezionale esempio di Architettura Razionalista e concezione assolutamente innovativa della cultura sportiva, paesaggista, ambientalista, nonché straordinario e geniale coacervo di opere di scultori, pittori, mosaicisti, ingegneri, progettisti. Da tutto il mondo invidiato, studiato, visitato. Da noi romani dimenticato e svilito.

skate-al-foro-italico.jpgDa tutta Roma infatti, e sicuramente anche dai nostri quartieri, ragazzotti “ignari” (?) ci vanno ogni giorno a straziare 7500 mq di mosaici unici al mondo pattinandovi e saltandovi con gli skate. Ma imbrattando anche i bianchi marmi di Carrara con le loro bombolette e i pennarelli indelebili. Non è colpa solo della loro stupidità, ma anche dell’ignoranza dei loro genitori e della deficienza dei loro insegnanti.

D’altra parte, le strutture di cui si parla, già di competenza del Demanio, sono state in parte cedute in proprietà al CONI, in parte in gestione alla CONI Servizi spa. Tutto ciò in barba alle leggi e ai vincoli. Il CONI ha pensato bene di privatizzarne buona parte, cedendo lo storico Bar del Tennis ed altre strutture per farne un circolo privato ed esclusivo, riservato ai soci, tra i quali non vedo lavoratori o pensionati dal reddito “normale”. Nell’ambito della “resa economica del bene da sfruttare”, poi, sono stati effettuati o si stanno effettuando lavori che gridano vendetta, dei quali parleremo in altra occasione.

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writers-al-foro-italico.jpgTutto ciò, senza un briciolo di controllo e di tutela: basta affacciarsi sul viale dell’Impero per vedere lo scempio delle pavimentazioni, dei blocchi marmorei, dei mosaici, della Fontana della Sfera, delle statue. E i perenni cantieri. In compenso, la sorveglianza c’è dove si svolgono lavori, nascosti da paratie, o vicino agli uffici del CONI: un drastico servizio di sorveglianza “privato” che controlla gli accessi e vieta di fare foto. Segreti di stato? Eppure si tratta di terreno pubblico (segnalo questo a tutti coloro che da questo blog paventavano colpi di stato per la proposta di porre qualche “steward” di controllo a Ponte Milvio…).

Ora, non bastava la vergogna dell’Obelisco ingabbiato da due anni, senza il cartello obbligatorio di cantiere, senza che nessuno vi abbia mai lavorato, al solo scopo di sorreggere pannelli pubblicitari. Ora c’è un’altra, un’ultima vergogna.

Per gli Internazionali di Tennis, il CONI, non disponendo ancora del progettato megastadio col quale coprirà la vista di Monte Mario (alla faccia dei vincoli paesaggistici), ha ritenuto bene di “ampliare” il vecchio Centrale del Tennis di Costantini del 1934, tutto in marmo e contornato da 18 statue. Lo ha fatto apponendo sulla vecchia struttura un impianto di tubolari a sorreggere le migliaia di sedili che hanno permesso di aumentare abbondantemente gli incassi. Tutto il traliccio è stato posto anche sopra e intorno alle statue storiche, che sono venute a trovarsi ridicolmente circondate di tubi, sedili e pannelli.Alla faccia dell’arte, della storia, della cultura e dell’amore per la nostra città !

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Pensate a tutti quegli sportivi e a quegli spettatori venuti dal resto del mondo, che hanno potuto vedere con quanta cura teniamo il nostro patrimonio architettonico e culturale. Pensate anche a tutti quelli che hanno seguito, dall’Italia e dall’estero, gli internazionali di tennis in diretta TV il cui regista, soprapensiero, ogni tanto inquadrava le statue messe in gabbia ! Quo usque tandem abutere, CONI, patientia nostra?

NdR: ringraziamo Sandro Bari, presidente del Comitato per il Tevere, per aver voluto condividere con i lettori di VignaClaraBlog queste sue amare riflessioni sullo stato di abbandono e di degrado del Foro Italico e sui danni che vengono scientemente e continuamente perpretati.

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7 COMMENTI

  1. Proprio domenica sera dicevo a mio figlio piccolo (8 anni): “Per andare allo stadio a vedere la partita percorreremo il viale con l’obelisco”. Il piccino mi risponde dubbioso: “Papà, quale obelisco?”. Mi rendo conto che lui probabilmente non lo ha mai visto, o non lo ricorda più. “Quello nascosto da quei cartelli pubblicitari”, rispondo io, “lo hanno coperto perchè lo stanno restaurando”. “Papà, ma io non ci ho mai visto lavorare nessun operaio”, ribatte prontamente il piccolo, che la zona la frequenta, con ammirazione, da tempo, in quanto iscritto ai corsi di nuoto del CONI. “E’ vero, hai ragione”, rispondo io dopo qualche secondo di imbarazzata riflessione, “si vede che i lavori non sono ancora iniziati”.
    Morale: assuefatti all’andazzo, tendiamo oramai ad accettare acriticamente per anni situazioni che colpiscono la sensibilità anche di un bimbo di 8 anni (e che, prometto, farò di tutto perchè diventi un difensore del nostro patrimonio artistico, piuttosto che un witer).

    A quando lo “spacchettamento” del monumento?

  2. Speriamo che la nuova giunta comunale cambi qualcosa, visto che l’assessore al commercio della giunta precedente (proprio Gaetano Rizzo) che aveva poteri anche riguarda a queste pubblicità dell’obelisco non ha fatto nulla se non coprirlo.
    E’ ora che finisca questo scempio.

  3. Non serve sparare sul pianista quando la musica è finita ma in questo caso non sarebbe servito farlo nemmeno quando pigiava sui tasti. Il Comune di Roma di ieri e di oggi e l’assessore al commercio di ieri e di oggi non c’entrano niente. Sarebbe servito documentarsi appena appena un poco per rendersi conto che chi gestisce la pubblicità sull’obelisco del Foro Italico è la Coni Servizi SpA che, con questo denaro, avrebbe dovuto finanziare la completa ristrutturazione di questo stupendo complesso. In realtà il denaro è servito solo per ripianare i debiti della scellerata gestione societaria grazie alla quale, pezzo a pezzo, tutta l’area sta per essere venduta ai privati, come nel caso dell’ostello della gioventu’ per farci un supermercato.
    Quando è stata creata questa società ? nel 2002.
    Chi era al governo nel 2002 ?
    Non preoccupiamoci della pagliuzza negli occhi perchè il trave è molto piu’ doloroso.

  4. Le informazioni ci sono, ma il Comune di Roma può benissimo farsi valere quando ad andarci di mezzo è l’Obelisco del Foro Italico.
    Non stiamo parlando dello stadio Olimpico, di proprietà del CONI.
    E comunque lanciare le colpe sul governo del 2002…..a me pare che il CONI esista da ben prima del 2002 (diciamo il 1914) e se guardiamo nel consiglio di amministrazione della CONI Servizi SpA notiamo che il Presidente è lo stesso Petrucci, quindi…

  5. Vorrei suggerire 2 (per ora) argomenti derivati dal post:

    1)
    Le concessioni per i teli pubblicitari a copertura di cantieri hanno una regolamentazione (qui) ed una scadenza: “L’autorizzazione rilasciata per l’esposizione pubblicitaria non è prorogabile e la durata non potrà essere superiore alla durata dei lavori inizialmente prevista.” (DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA COMUNALE – SEDUTA DEL 21 GENNAIO 2003), che tradotto in italiano vuol dire che se hai previsto 10 mesi di lavori… dopo 10 mesi il cartellone deve essere tolto, che tu abbia finito i lavori o meno. Se la disposizione non viene eseguita i responsabili vanno sanzionati, e l’Autorità preposta ai controlli eventualmente denunciata per omissione di atti d’ufficio.

    2)
    Ma il complesso del “Foro Italico” è un bene monumentale a giorni alterni? A seconda degli interessi di qualcuno? Per i mondiali di Italia 90 si può farne scempio per realizzare un obrobrio costosissimo? L’area, nata come marginale (se non periferica) negli anni ’20, oggi è in una zona centrale per molti snodi dei flussi di circolazione pubblica e privata e ci si dovrebbe porre qualche domanda sul destino di aree simili… se debbano essere integralmente preservate (rischiando così di trasformare la città un “immobile” museo all’aperto), oppure possano essere sacrificate in nome dello sviluppo e della crescita della città. Se s sceglie di abbattere De Morpurgo per far posto alla “Teca” dell’Ara Pacis…

  6. Sto documentando da anni le peripezie del Foro Italico, dalla nascita ottant’anni fa alla messa in vendita “a lotti” di otto anni fa, alla creazione della CONI Servizi spa allo scopo di dirimere una situazione economicamente catastrofica del CONI. La nuova società doveva servire a snellire la gestione di un immenso patrimonio, liberando il CONI da gravosi compiti non suoi. Ciò è stato utile e proficuo all’inizio, nel 2002, ma i sempre maggiori poteri e compiti della società l’hanno portata ad iniziative non previste e incontrollate.
    Nel 2005 il potere acquisito ha permesso che fossero affidate ad essa lavori già commissionati e coperti dal finanziamento da altri. Ad esempio, Italia Nostra aveva presentato un progetto, approvato e finanziato, di restauro dei mosaici, di rifacimento della tinteggiatura “originale” delle palazzine “rosso pompeiano”, della ristrutturazione della pavimentazione alla base del Monolite ecc. Anche il Rotary Club aveva pubblicamente e ripetutamente presentato progetti autofinanziati del restauro dei mosaici. Ma tutto è stato bloccato e passato sotto la gestione della CONI Servizi coi risultati che sappiamo.
    L’ingabbiamento del Monolite è stata una iniziativa della CONI Servizi, presentata alla Soprintendenza per i Beni ambientali e architettonici come progetto “autofinanziato” di restauro. Alla Sovrintendenza non è parso vero che non chiedessero soldi e ha dato subito l’ok. Il fatto è che il Monolite non aveva nessun bisogno di restauro, se non alla pavimentazione: si trattava di una speculazione economica per rimediare denaro a sanare il deficit. Il Soprintendente archeologo La Regina, proprio un paio d’anni fa, dichiarava che gli obelischi di Roma non hanno bisogno di restauri, che eventualmente li danneggiano, e che tali lavori sono solo una scusa per incassare soldi esponendovi pubblicità. Comunque, la loro ricopertura è soggetta ad obblighi previsti dalla legge sull’inizio, la durata e la fine dei lavori. Qui i lavori non sono mai stati effettuati, e non esiste ufficialmente un cantiere.
    Mi sono recato, tre mesi dopo l’ingabbiamento, a chiedere informazioni al CONI, dove non mi hanno rivolto la parola perché loro “non sono autorizzati a parlare col pubblico né tantomeno coi giornalisti”. Mi sono poi rivolto alla Soprintendenza, dove non mi hanno permesso di parlare col dirigente titolare, ma una sua funzionaria mi ha detto seccamente che “la situazione era sotto controllo, non preoccuparmi, ci pensavano loro”. Infatti, era agosto del 2006… e ancora ci pensano.
    Attenzione, non è vero che il Comune non c’entra. I pannelli pubblicitari devono avere l’autorizzazione dell’Ufficio Affissioni, che può, e deve, negarla quando non sono rispettati tempi di cui sopra. Come è stata negata il 3 marzo 2004 per il prolungarsi dei lavori all’obelisco dell’EUR dopo il termine stabilito. Ma quali sono i termini del restauro del Monolite, dal giugno 2006, se non sono esposti sull’obbligatorio cartello di cantiere? E comunque, è previsto che se i lavori non sono in atto, deve essere sospesa anche la concessione comunale della pubblicità.
    Il fatto è che qui si parla della gestione di un potere e di capitali enormi, che hanno evidentemente influenza anche sulle più importanti strutture amministrative. Ma anche sui giornali. La Repubblica, molti mesi fa, in risposta alle lamentele dei lettori, se ne usciva con “Tranquilli. Da lunedì cominciano i lavori all’Obelisco”. Chissà chi glielo aveva detto, e perché non hanno poi rettificato la falsa notizia…

    Informazioni dettagliate sulla CONI Servizi si trovano su internet: ad esempio http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1203
    Doveva essere disciolta dalla finanziaria, sono riusciti a salvarla.

    Dopo aver letto qualche commento, mi auguro che il buon senso prevalga sempre sulle ideologie, che sono spesso fuorvianti.
    La salvezza dei nostri beni culturali e ambientali, storici e architettonici, non è di Destra o di Sinistra: è questione di Civiltà. Spetta a noi determinarla, tutti, insieme, se vogliamo.

  7. Spero non sia considerata pubblicità alla concorrenza se invito tutti i lettori a visitare ogni tanto il blog del prof. Giorgio Muratore, Ordinario di Storia dell’Architettura contemporanea all’Università di Roma, Valle Giulia (si tratta di un personaggio “scomodo” perché con ironia e competenza dissacra senza remore gli interventi nefasti sulla nostra povera città, citando nomi e cognomi di politici e tecnici coinvolti).
    Consultando il sito http://www.archiwatch.it ne saprete delle belle sulle nefandezze architettoniche romane. È un sito “tecnico” perché frequentato principalmente da architetti, ma potrete sapere di più e molto meglio di quanto possa denunciare io, e vi farete pure delle grasse risate, tra una lacrima e l’altra, per la spontaneità dei commenti, la competenza dei pareri, la sofferenza degli esperti.
    Tra l’altro, è l’unico luogo dove vi saranno mostrati progetti altrimenti invisibili perché tenuti ovviamente e “saggiamente” nascosti all’opinione pubblica.
    Leggerete dello scempio del Pincio e vedrete come si presenterà il risultato finale di questa vergogna.
    Ma saprete anche tutto sul Foro Italico, argomento sul quale Muratore ha molto scritto e che ha più volte trattato negli ultimi convegni dove ci siamo trovato insieme a condannare la gestione scriteriata di un bene appartenente a Roma, a tutti i cittadini, all’umanità.

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